sabato 18 dicembre 2010

19 dicembre 1943: alle origini della CARTA di CHIVASSO






Giovanna Pons,
La luce buona e la luce vera
Sermoni e interventi,
prefazione di Giorgio Bouchard,
Trauben editrice, Torino, pp. 204.


«Faceva freddo, quel giorno a Chivasso:
la Resistenza era
cominciata da tre mesi
e sei uomini che vi erano
profondamente impegnati
si erano dati appuntamento in casa
del geom. Edoardo Pons.
Due erano valdostani (Emile Chanoux
ed Ernesto Page),
quattro erano valdesi (Osvaldo Coisson,
Gustavo Malan, Giorgio Peyronel e Mario Alberto Rollier).
Presente indirettamente anche il grande storico Federico Chabod,
che aveva mandato una bozza di documento in vista di
un'eventuale dichiarazione.
Dalle loro conversazioni nacque, seduta stante, quella
Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine
che tanta influenza ha avuto nella storia del federalismo
e delle autonomie locali.
In casa Pons l'atmosfera era un po' tesa: a due passi c'era
un grosso presidio fascista che sarebbe stato ben lieto di mettere
le mani su un gruppo di partigiani tanto qualificati.
Nelle stanze
della casa si aggirava una studentessa ginnasiale: Giovanna Pons.
Aveva notato qualcosa di strano: una porta sempre chiusa, un menù
un po' speciale,
un continuo parlare a bassa voce. Ma nulla di più.
Non sapeva che il 19 dicembre 1943 era una di quelle giornate che
"fanno la storia",
e che avrebbe finito per avere un valore simbolico
anche per la sua vita personale:
una vita vissuta in perfetto equilibrio
tra la testimonianza evangelica e l'impegno nella società.»

(Tratto dalla Prefazione di Giorgio Bouchard, pp. 7-8).


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