martedì 29 dicembre 2009

lunedì 28 dicembre 2009

domenica 27 dicembre 2009

Dalla comunità di Dornholzhausen

Carissima egregia Signora Buratti,
caro Gusieppe,
cari amici della comunità di Biella,

siamo colpiti del messagio della morte del Signor Gustavo Buratti. La nostra tristezza è grande, perchè abbiamo perso un buon amico.

L'abbiamo consusciuto come un uomo d'un carattere straordinario, un interlocutore premuroso, che sentiva e capiva anche tra le parole cio che si voleva dire senza pronunsciato. L'abbiamo consusciuto come uomo affetuoso e dinamico che dava per i lavori nella comunità dei impulsi importanti durante decenni. Egli era l'esempio buono ache per noi a Dornholzhausen.

Voi e noi siamo due chiese fratelli con Signor Buratti come un pilastro fondamentale durante decenni. Rimaniamo addoloriati, perchè è passato l'aiuto che veniva da lui anche per noi.

Ciò nonostante, nella nostra tristezza c’è anche una grande gratitudine, perchè abbiamo avuto tra di noi un umo come lui. Vogliamo ringraziare al nostro Signore per tutto, cosa ci ha dato per mezzo del defunto: per l'affetto, il sostegno, la sicurezza, il coraggio e la lungimiranza che portava nella vita. La parola della Bibbia per il giorno di oggi, del 18.12.2009 dice: "L'Eterno, di oggi Dio ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiam fatto" (Giosue 24,17). Guesto è vero, è realta, l'abbiamo imparato e visto nella vita del Signor Gustavo Buratti. Egli rifeltteva per noi della carita del cuore del nostro Dio.

Il Signor Gustavo Buratti sapeva bene, che la vita non finisce con la morte, abbiamo il Signor Gesù Christo risorto della morte. Che ha promesso a dare ai suoi la vita nuova nel eternità.

Noi vi auguriamo di poter tenere fermo questa consolazione. Abbiamo fuducia che il Signore proteggerà la strada della vostra vita ache domani e tutti i giorni che verrranno, anche quando dovete camminare nel buio.
Avete fidicia, il Signore che ha superato la morte è sempre da Voi, è il buon pastore per Voi, per noi titti.

Chi salutiamo di cuore ed anguriamo un Natal benedetto.

Per la comunità die Dornholzhausen, la Vostra chiesa sorella

Andreas Fischer (Presybterio)
Stefan Schrick (pastore)

http://www.waldenserkirche.de/nachrichten/gustavo-buratti

sabato 26 dicembre 2009

QUANDO È NATALE?


E’ Natale ogni volta

che si asciuga una lacrima

negli occhi di un bambino.


E’ Natale ogni volta

che si depongono le armi

ogni volta che si firma un accordo.


E’ Natale ogni volta

che si interrompe una guerra

e si schiudono i pugni.


E’ Natale ogni volta

che si obbliga la miseria

ad andarsene via.


E’ Natale sulla terra

ogni giorno.


E’ Natale fratello,

quando c’è l’amore.



Anonimo

(tratto da:

In attesa del mattino, p. 121)

mercoledì 23 dicembre 2009

TAVO BURAT - PREGHIERA DOLCINIANA


Diceva Dolcino:


"Per pregare Dio,

la chiesa consacrata non vale di più di una stalla di cavalli o di porci.

Si può adorare Cristo nei boschi come nelle chiese, anzi meglio."


PREGHIERA DOLCINIANA


Sogno una chiesa che marcia verso il suo Maestro.


Sogno una chiesa che perda il suo tetto,

ed al suo posto non abbia che il cielo,

le nuvole del sole ed il mite chiarore delle stelle.


Sogno una chiesa senza porta né serratura,

dove si possa entrare ed uscire liberamente,

perché il dentro ed il fuori sono un tutt'uno.


Sogno una chiesa che non lasci alcuno fuori dalla porta,

che non cerchi sicurezza e che non abbia chiave.


Sogno una chiesa i cui muri si dissolvano e si perdano,

così che la luce penetri da ogni lato; una chiesa nella libertà,

che non dia importanza a ciò che è,

né ai suoi limiti né alle sue frontiere;

una chiesa che offra in sacrificio a Dio i suoi muri ed il suo campanile, nella chiarezza luminosa dei cieli.


Sogno una chiesa trasparente come il vetro, ed anche di più, una chiesa che sia libera ed aperta quanto il mondo intero,

nella quale ognuno percorre gioioso e pieno di fiducia il proprio sentiero, in cammino incontro alla gente.

martedì 22 dicembre 2009

A TAVO

Hai scritto:

"Allegri, state allegri,

perchè io son col Padre".

Ma questo vuoto è grande,

e che peso il distacco

da un uomo come te.

Con l'entusiasmo ci travolgevi,

con la saggezza ci ristoravi.

Come un padre

a volte dicevi:

"Brava"

e mi appagava

la consapevolezza

d'aver fatto il dovuto

con te garante

della mia Fede.

Cercherò l'allegria

nelle cose che amavi:

nei tuoi monti

e nelle tue poesie.

Cercherò ancora

il tuo amore

nei minimi e negli ultimi

ch'erano nel tuo cuore.

Il Ricordo di Giuseppe Platone

Pensando all'improvvisa scomparsa di Tavo mi viene in mente il Magnificat: «ha operato potentemente con il suo braccio, ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore, ha detronizzato i potenti e ha innalzato gli umili» Luca 1,51sgg. E' morto così facendo la spesa per altri meno fortunati di noi. E' morto sul campo della sua tenace battaglia a fianco degli oppressi, degli emarginati. Nella difesa delle minoranze perchè la ricchezza della nostra umanità
non venisse centrifugata dagli imperativi del mercato. Tavo ci mancherà moltissimo. Mancherà alla sua famiglia, alla sua città, alla nostra chiesa, alla nostra società. Un intellettuale contro corrente, sapeva mettere insieme gli opposti nella difesa di valori importanti, essenziali, veri. L'avevo conosciuto ad Angrogna quando a metà degli anni settantà salì alle Valli valdesi con un gruppo di amici, partecipò al 17 febbraio e ci parlò di Fra Dolcino...era il suo grande tema che, con gli anni, è diventato anche nostro . Quanti ricordi in quelle giornate dolciniane di settembre e quanta calorosa accoglienza nei culti del suggestivo tempio di Pièdicavallo in piemontese, quando
intonava l'inno che non poteva mai mancare. Sapremo raccogliere la sua eredità così schiettamente schierata a favore dei deprivati? O faremo solo della retorica ? Tavo ci ha insegnato, sino al suo ultimo gesto, che nella testimonianza cristiana che annuncia il capovolgimento, che costruisce giustizia e condivisione, che bisogna giocarsi la faccia, che c'è una sola etica che vale in pubblico come nel privato, che Dio vuole autenticità in un mondo di menzogne in cui non si fa nulla senza un preciso tornaconto. Il Signore ha donato per tanti anni Tavo alla nostra chiesa e alla nostra società come messaggio profetico concreto, ci ha rilanciato, ci ha fatto sognare mille volte un mondo nuovo di giustizia e fraternità. Ci sia dato di non sciupare l'eredità morale, culturale e spirituale che Tavo ci lascia ma di proseguirla nell'attesa in cui saremo di nuovo insieme nella luce del Risorto. Purtroppo non posso oggi essere con voi per il funerale perchè chiudo ogni lunedì Riforma che per tanti anni ha ospitato i suoi scritti, le sue riflessioni e qualche sana polemica. Con mia moglie Daniela, con tutti i redattori e tanti amici che Tavo aveva sia a Torino che a Milano dove ora mi trovo, saluto con profondo affetto Bruna e i loro tre figli, chiedo al Signore di aiutarvi ad attraversare la stagione dolorosa della separazione da un uomo straordinariamente libero e fraterno.

Buon coraggio! Vostro Giuseppe Platone

lunedì 21 dicembre 2009

Ciao Tavo

i funerali di Tavo Burat si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15 presso la chiesa di Chiavazza - Biella - in piazza XXV aprile. Sarà sepolto nel cimitero valdese di Biella in via dei Tigli.

venerdì 18 dicembre 2009

E' morto Tavo Burat


Questa mattina è mancato Tavo Burat

Il nuovo numero di Riforma

Il sito di Riforma qui

giovedì 17 dicembre 2009

MISTERO E REALTÀ TRA STATO SABAUDO E RIVOLUZIONE FRANCESE

MISTERO E REALTÀ TRA STATO SABAUDO E
RIVOLUZIONE FRANCESE


OCCHIEPPO SUPERIORE

VILLA MOSSA Venerdì 18.12 - Ore 21


Venerdì 18 dicembre alle ore 21:00, a Villa Mossa di Occhieppo Superiore, l'Ecomuseo Valle Elvo e Serra e il Comune di Occhieppo Superiore presentano la ricerca storica sulle origini della Trappa di Sordevolo, realizzata da Giuseppe Silmo e recentemente pubblicata.
La presentazione verrà accompagnata da immagini e riprese video.

mercoledì 16 dicembre 2009

"Presenza dei crocifissi in ogni aula scolastica"

Consiglio comunale a Valle Mosso di sabato 12 dicembre 2.009 * Intervento dell’assessore Aldo Fappani sulla Mozione presentata dalla minoranza "Presenza dei crocifissi in ogni aula scolastica".

Oggi siamo qui per dibattere una Mozione della minoranza di centro destra sulla salvaguardia del Crocifisso in specie nelle scuole statali in quanto da loro ritenuto simbolo che rappresenta in modo assoluto la identità e tradizione nazionale ed europea. Ciò in aperto contrasto con la inoppugnabile e limpida sentenza della “ Corte Europea dei Diritti dell’Uomo “ di Strasburgo che argomentando dettagliatamente - e appellandosi al rispetto reciproco - si è invece pronunciata contro la presenza di qualsiasi simbolo religioso in modo specifico nelle Scuole Pubbliche in quanto contrario al diritto di libera educazione religiosa. Una storica sentenza di condanna dello Stato italiano ma di assoluta laicità e di pieno rispetto delle persone e delle tradizioni religiose di tutti. E siccome è proprio da questa sentenza che nasce la mozione, essa non è eludibile dalla nostra analisi. E credo che si debba partire da questo dato prima di esprimerci, in quanto la questione se non sottovalutata o ridicolizzata non è affatto “ banale “ bensì “ fondamentale “ sia in termini culturali che di diritto e di democrazia.

* E’ risaputo che il volere appartenere a una qualsiasi fede religiosa si determina come libera scelta di coscienza. Quindi una scelta squisitamente personale che un individuo abbraccia in base a propri convincimenti e proprie sensibilità acquisiti e maturati nel tempo. Perciò non può essere imposta dall’alto da nessuno - ne inculcata subdolamente ne con la forza ricattatrice - tanto meno dal nostro Stato italiano che costituzionalmente risulta laico e non confessionale. Infatti in quanto Stato non rappresenta solamente i cattolici ma tutti i cittadini, tra cui quelli delle altre numerose confessioni, compreso gnostici, dubbiosi, atei. Per cui rispetto a ciò “ Laicità “ significa che tutte le confessioni religiose sono uguali e sullo stesso piano e che nessuna rappresenta lo Stato italiano e viceversa.

* Personalmente, la questione della logicità o meno se nelle Scuole Pubbliche deve essere esposto solo il crocifisso - primario simbolo religioso della chiesa cattolico romana - l’avevo affrontata e approfondita sin dagli anni Ottanta e - da credente - arrivai alla conclusione che onestamente - non solo per questioni di principio - ciò non era giusto ma assurdo. Cioè una forzatura e un privilegio “ discriminanti “ accordati a discapito di chi non lo condivide o professa un’altra fede.

* Per essere più chiaro in questo senso mi associo alle parole di Sergio Romano - editorialista al Corriere della Sera - che afferma: “ Oggi nell’attuale società il simbolo religioso del crocifisso, destinato a creare un clima di fratellanza e spirituale concordia, è diventato simbolo di differenza e separazione. Vi sono luoghi e momenti in cui una fede religiosa ha il diritto di affermare i propri valori e proclamare ad alta voce le sue verità. Ma fra questi luoghi non deve esserci la scuola pubblica. Qui tutti gli alunni devono essere uguali. Con gli stessi obblighi, gli stessi diritti, le stesse aspettative e devono essere valutati con gli stessi criteri. Nelle scuole pubbliche non può esservi posto per simboli di nessuna religione in quanto essi dividono anziché unire. Queste le ragioni per cui, indipendentemente dalla sentenza di Strasburgo, è giusto rimuovere il crocifisso dalle scuole “ .

* E ancora per riflettere ecco la testimonianza di Marco Riva di Milano: “ Sono volontario presso una importante realtà privata di assistenza gestita dai frati Cappuccini. Per loro volontà nei locali frequentati quotidianamente da molte persone di etnie e religioni diverse non è esposto nessun simbolo religioso - nemmeno il crocifisso - in segno di rispetto verso chi non è cristiano. Il vero senso di cristiano è però testimoniato dall’esistenza stessa di questa opera e dal fare di molti che impiegano il loro tempo come volontari. Mi viene un dubbio: non è per caso che molti di coloro che alzano oggi la voce in difesa dell’esposizione del crocifisso preferiscono averlo davanti agli occhi piuttosto che nel loro cuore ? “.

* E sempre sulla tematica ecco altri succinti pensieri di significative voci cristiane:

- Ecco cosa sottolinea un sacerdote cattolico di Catania: “ La croce non si appende, si carica sulle spalle per incamminarsi con essa dietro Gesù Cristo “.

- E la teologa Marinella Perroni dice: “ Senza la Bibbia il richiamo al crocifisso è ambiguo. Il modo in cui nel nostro paese s’è affrontata la questione dimostra che l’Italia è la prima e ultima provincia del Vaticano. Al posto di queste polemiche serve un discorso serio sullo stato della fede nel paese “.

- Le Comunità Cristiane di Base hanno lodato la sentenza di Strasburgo ricordando che don Milani nella sua scuola di Barbiana tolse il crocifisso dalle aule dicendo: “ Meno croci e più Vangelo “

- E la pastora cristiana della chiesa valdese Maria Bonafede a tal proposito afferma: “ Se non c’è nessun simbolo ci sono tutti, perché ognuno può pregare il suo Dio, essere sensibile alla religione senza bisogno di avere appiccicato al muro il senso della sua fede “.

- E don Giovanni Perini della Caritas biellese puntualizza e si chiede: “ Se tolgono i crocifissi dalle scuole - ci si può dolere - ma si perde qualcosa di essenziale alla fede cristiana ? “

* A questo punto in conclusione e sinteticamente vorrei almeno ricordare che:

1° - Questa tradizione è stata imposta per legge durante l’epoca sabaudo / fascista quando i re erano tali solo “ per Grazia di Dio e volontà della Nazione “ sin dal regno di Sardegna nel 1860

2° - Il Concordato tra regime dittatoriale fascista e chiesa cattolica è stato revisionato nel 1984
quando come da Costituzione è stata sancita la laicità e neutralità dello Stato rispetto alle religioni.

3° - Oggi nessuna legge della Repubblica Italiana impone il crocifisso nelle Scuole Pubbliche.

4° - Sulla teoria della identità cristiana dell’Europa rammento che lo stesso Parlamento europeo la discusse negli scorsi anni ma non la ratificò - ne la inserì o la contemplò, in quanto per molti le radici culturali europee in verità affondano nella cultura greco - ellenista e/o in altre.

5° - Sulla salvaguardia delle tradizioni è bene ragionare, ma fondamentale è per quali fini e con quali metodi si concretizza. Per un confronto aperto - dialogante - solidale, o per alzare pericolosi nuovi muri che biasimano culture e fedi diverse sino a negare la dignità umana di altri fratelli ?

* Mi fermo qui avendo volutamente soffermarmi sui principali aspetti della sentenza della “ Corte Europea dei Diritti dell’Uomo “. Una sentenza centrale e non glissabile che tende a stimolare la attuazione di una scelta di reale civiltà in termini di razionalità culturale, libertà e uguaglianza per tutti. In definitiva anch’io sono convinto che la principale posta in gioco che si dibatte - al di là di subculture e integrismi - è incentrata sul valore primario della laicità della sfera pubblica rispetto all’ambito spirituale privato.

Aldo Fappani

martedì 15 dicembre 2009

Claudiana remainder

È stata attivata una nuova sezione denominata Claudiana remainder con 105 titoli diversi.

Inevitabilmente, producendo 40-50 novità all’anno, una casa editrice deve eliminare titoli dal catalogo.

Per facilitare questa operazione, è stato deciso di riservare ai clienti del sito e delle librerie Claudiana la possibilità di acquistare questi volumi in via di esaurimento con lo sconto straordinario del 75%.

Il catalogo qui

lunedì 14 dicembre 2009

Sindone, ovvero come accalappiare turisti

Carlo Papini - tratto da Riforma

Con perfetta tempestività, data l’annunciata «ostensione» della Sindone di Torino, l’archeologa vaticana Barbara Frale ha pubblicato due libri di «scoperte» cui i media hanno dato grande rilievo. Non potendo più contestare direttamente i risultati della prova scientifica del Carbonio 14, che ha datato il telo alla prima metà del XIV secolo, si cerca ora di riesumare vecchie presunte «scoperte» per mantenere vivo l’interesse del pubblico e rimettere in discussione l’antichità e l’autenticità del reperto.

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domenica 13 dicembre 2009

Valdesi a Biella


Per ricevere la versione digitale Qui

giovedì 10 dicembre 2009

mercoledì 9 dicembre 2009

Protezione per l’artista africano Réné Bokoul, emarginato e indigente a Torino

Lettera al sindaco di Torino Sergio Chiamparino: "Ci aiuti a proteggere l'artista africano Réné Bokoul, emarginato e indigente a Torino"

Illustrissimo sindaco di Torino Sergio Chiamparino,

siamo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne.

Le segnaliamo la drammatica situazione di Réné Bokoul, artista che si è rifugiato in Italia dal Congo nel 2006, ottenendo asilo, ma nessun sostegno umanitario. Réné Bokoul è uno dei più importanti artisti africani viventi, considerato un caposcuola nel suo Paese, nonostante la giovane età. Fino allo scoppio della guerra che l'ha costretto a riparare fuori dal Congo, Bokoul aveva un ruolo assolutamente centrale nella cultura e nell'arte africana. Artista del Presidente della Repubblica, ha tenuto mostre di prima importanza. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni museali pubbliche e private. Eppure oggi, a causa di un clima di razzismo e intolleranza che è ormai diffuso ovunque, questo grande artista africano vive senza casa, senza mezzi di sostentamento, come un mendicante.

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lunedì 7 dicembre 2009

Non privatizziamo l'acqua

di Maria Bonafede

No alla privatizzazione dell'acqua per ragioni etiche e teologiche.
A pochi giorni dalla XV Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che si svolgerà tra il 5 e l'8 dicembre, un dibattito parlamentare stretto nei tempi e disattento al confronto della società civile ha privatizzato la gestione di una preziosa risorsa naturale come l'acqua. Per i credenti in generale e i cristiani in particolare l'acqua non è solo una fondamentale risorsa naturale ma anche un dono che Dio elargisce ai suoi figli, alle sue figlie ed al suo creato perché si rigeneri e nutra le sue creature.
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venerdì 4 dicembre 2009

Concerti al Tempio valdese di Aosta

Zucche e trattati

di Paolo Naso

Mentre in Italia si raccolgono le firme contro la sentenza del tribunale europeo di Strasburgo, contraria all’esposizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, l'1 dicembre è entrato in vigore il Trattato di Lisbona sul funzionamento dell’Unione europea. In realtà, almeno in Italia, questa grande novità politica ed istituzionale è passata assolutamente in silenzio, sostanzialmente ignorata dai grandi media, quasi che si trattasse di un passaggio puramente formale di ingegneria istituzionale. Che gli italiani – a partire dalla classe dirigente - si sentano poco europei non è una novità; che anche il mondo della cultura e il sistema della comunicazione di massa abbiano ignorato la rilevanza del Trattato di Lisbona e il suo significato politico dà la misura di un preoccupante provincialismo culturale.
Il Trattato, come noto, è frutto di una faticosissima mediazione e non ha lo status di una vera "costituzione europea" come pure qualcuno aveva sognato. Tuttavia delinea un "patto" tra popoli e governi del vecchio continente e rafforza i poteri dell’Unione su importanti settori delle politiche interne dei singoli stati membro; inoltre, istituendo la figura di un "ministro degli esteri", propone la UE come soggetto politico internazionale animato da una propria visione e strategia politica.

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giovedì 3 dicembre 2009

Testamento Biologico - Sportello pubblico a Milano

LA CHIESA VALDESE DI MILANO SI FA PROMOTRICE DI UN REGISTRO E SPORTELLO PUBBLICO PER LE DIRETTIVE ANTICIPATE DI FINE VITA (“testamento biologico”) PER TUTTI I CITTADINI MILANESI CHE DESIDERINO AVVALERSENE

L’iniziativa è stata presentata il 2 dicembre a Milano, nel corso di una conferenza stampa che ha visto tra i relatori anche Maria Bonafede, pastora e Moderatora, ovvero capo dell’esecutivo (detto “Tavola Valdese”, composto da sette membri eletti annualmente dall’assemblea sinodale che si riunisce annualmente a Torre Pellice-TO) della Chiesa Valdese, Unione delle chiese metodiste e valdesi italiana, e Beppino Englaro.

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mercoledì 2 dicembre 2009

AltroNatale 2009


AltroNatale 2009 per un Natale di tutti... regala la solidarietà
Biella, Piazza Vittorio Veneto - Viale Matteotti
Sabato 12 dicembre 2009 (tutto il giorno)

Vieni a trovarci al banchetto della comunità valdese di Biella

martedì 1 dicembre 2009