martedì 31 marzo 2009

lunedì 30 marzo 2009

INIZIATIVA TENERA E FORTE



Racconto di una vita
attraverso il disegno
in collaborazione con
Casa Oz, Chiesa Valdese e
English Speaking Church

SALONE DELLA “CASA VALDESE” 
C.so Vittorio Emanuele II, 23 - TORINO 
5 – 11 APRILE 2009 
Inaugurazione della mostra domenica 5 Aprile alle 15.00 
Orario di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 18 
Anna negli ultimi mesi della sua vita realizzava cinque/sei disegni al giorno. 
Gli oltre 50 disegni qui esposti esprimono ciò che è importante 
per una bambina di sette anni,
nonostante la sua condizione di malattia. 
La mostra si rivolge ai bambini e agli adulti come una 
testimonianza per riuscire a vivere pienamente, oltre le difficoltà quotidiane. 
Un dono che ci aiuta ad apprezzare le cose importanti della vita. 



Casa Oz è una struttura diurna che attraverso attività ludiche e
creative sostiene bambini che affrontano la malattia.
Per informazioni visitate il sito: 
www.casaoz.org

domenica 29 marzo 2009

BIELLA VALDESE: 31 marzo 2009 Consiglio di Chiesa


martedì 31 marzo 2009
alle ore 18.15
Consiglio di Chiesa 
della Chiesa Cristiana Evangelica Valdese di Biella

 
                     il Presidente: Gustavo Buratti Zanchi (Tavo Burat)

sabato 28 marzo 2009

Biella - Culto di Domenica 29 marzo 2009



CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE
di BIELLA
Via Fecia, 9/c - BIELLA
Domenica 29 marzo 2009
- 5a DEL TEMPO DI PASSIONE - JUDICA
(Fammi giustizia, o Dio - Salmo 43,1)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.00


Testo Biblico della Predicazione:
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,35-45

Predicazione a cura del pastore Maurizio Abbà

Chivasso - Culto di Domenica 29 marzo 2009

CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE
di CHIVASSO
Via Ivrea, 3 - CHIVASSO
Domenica 29 marzo 2009
- 5a DEL TEMPO DI PASSIONE - JUDICA
(Fammi giustizia, o Dio - Salmo 43,1)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.30


Testo Biblico della Predicazione: 
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,35-45

Predicazione a cura di: Mario Radaelli

TORNA IN VIGORE L'ORA LEGALE


(immagine tratta dal sito: www.lastampa.it)


Questa notte: la notte tra il 28 e il 29 marzo 2009 
torna in vigore l'ORA LEGALE.
Le lancette vanno spostate avanti di un'ora dalle 2.00 alle 3.00.
(Ovviamente si può preparare l'orologio prima della ninna nanna)

- L'ora solare tornerà Domenica 25 ottobre 2009
(Domenica della Riforma ... Riforma si spera non solo per l'orario!)

venerdì 27 marzo 2009

mercoledì 25 marzo 2009

Calvino a Verbania

LA NUOVA BIBBIA PER LA FAMIGLIA volumi 7 e 8

Dal volume 8
Nella foto in copertina:
"Susanna ringrazia il Signore"
(affresco di Baldassarre Croce, 1598-1600, Roma.
Chiesa di Santa Susanna). (Foto Bonotto)




Dal volume 7
Nella foto in copertina:
Un profeta
(affresco di Piero della Francesca, XV sec. Arezzo, San Francesco)
(Foto Scala, su concessione Ministero Beni e Attività Culturali)




LA NUOVA BIBBIA PER LA FAMIGLIA vol. 8

Ezechiele

 Daniele 

Osea Gioele Amos Abdia Giona Michea 
Naum Abacuc Sofonia Aggeo Zaccaria Malachia


I profeti biblici sono chiamati da Dio a portare un messaggio, che può risultare a volte anche scomodo per gli uditori (anche e soprattutto se gli uditori appartengono alla schiera dei potenti). Il profeta, quello autentico (vi sono anche i falsi profeti) sono i portavoce del Dio d’Israele. Il profeta non è un’indovino. Il profeta è colui che facendo memoria dell’agire di Dio nel passato legge il presente per porgere una speranza di futuro che appartiene al giudizio di Dio.

in ogni volume è inserito un poster didattico,
nel vol. 8: IL TEMPIO DI SALOMONE
(nel volume alle pp. 86-87);

con il volume n. 8 si conclude la sezione:
‘Antico Testamento’.



LA NUOVA BIBBIA PER LA FAMIGLIA vol. 7

Isaia – Geremia – Lamentazioni – Baruc




ISAIA

GEREMIA

LAMENTAZIONI


BARUC


Alcune somiglianze con il libro di Daniele fanno pensare al II-I secolo a.C.
Nello stesso periodo va forse collocata la stesura della
«Lettera di Geremia» (Bar 6).
Entrambi gli scritti non fanno parte del canone ebraico.
(tratto da p. 271)

(iniziativa editoriale del settimanale: Famiglia Cristiana)

lunedì 23 marzo 2009

Aperte le iscrizioni ai campi estivi di Agape

Da Domenica 15 marzo è possibile iscriversi ai campi estivi del centro ecumenico di Agape.

Per consultare il programma generale ed avere maggiori dettagli sulle iscrizioni consultare il

sito internet www.agapecentroecumenico.org

Agape Centro Ecumenico
Borgata Agape, 1
10060 Prali (TO)
tel. 0121807514 - fax 0121807690
ufficio@agapecentroecumenico.org

domenica 22 marzo 2009

LA GIOIA DELLA FEDE

UNA CONFESSIONE CRISTIANA DEL DIO VIVENTE

Assieme a tutti i nostri fratelli e sorelle cristiane,
noi confessiamo che il Dio unico è
PADRE - al di sopra di ogni cosa e di ognuno;
FIGLIO - vicino a tutto e ad ognuno
e SPIRITO SANTO - dentro ogni cosa e ognuno.
Noi confessiamo che il Dio tre volte santo è
mistero di trascendenza e di immanenza,
di comunione e di comunicazione, di tenerezza e di giustizia.

Assieme ai nostri fratelli e sorelle, in umanità ebrei,
noi confessiamo che
Dio è il creatore dell'universo e che è il Santo
e la pienezza del regno del Messia deve ancora venire.
Ma, in modo diverso da loro noi confessiamo che
il Creatore si è fatto creatura e che il Santo si è incarnato.

Assieme ai nostri fratelli e sorelle, in umanità musulmani,
noi confessiamo che
Dio è sempre più grande di tutti, e che nella sua comunione Dio permane Uno.
Dio è l'Onnipotente, il Perfetto e l'Immortale.
Ma, diversamente da loro, noi confessiamo che
l'Onnipotente ha accettato di essere fragile,
il Perfetto ha rivestito le nostre imperfezioni,
e l'Immortale attraverso alla morte ed alla risurrezione
di Gesù, ha trasfigurato la nostra mortalità.

Assieme ai nostri fratelli e sorelle, in umanità indù,
noi confessiamo che
Dio può essere ovunque e che ogni vita merita rispetto.
Dio è l'Uno indescrivibile.
Ma, diversamente da loro, noi confessiamo che
la sua Unità è multipla,
e che il mondo multiplo non si riassume nell'Uno.

Assieme ai nostri fratelli e sorelle, in umanità buddhisti,
noi confessiamo
che la compassione per i più sofferenti è un valore prioritario per il nostro Universo
e che la realtà ultima è inesprimibile.
Ma diversamente da loro, noi confessiamo che
l'inesprimibile si è espresso non come un "vuoto" impersonale,
ma come una Personalità che si è "svuotata".

Così, assieme alle religioni dell'Oriente, noi confessiamo che Dio è
Silenzio e Soffio.
Assieme alle religioni ebraica e musulmana che Dio è Parola
ma diversamente da tutte, noi confessiamo che Dio
è contemporaneamente
Silenzio, Parola, Soffio, Padre, Figlio e Spirito Santo,
che la sorgente silenziosa si è fatta Parola,
e la Parola si è fatta carne
e che per mezzo del Soffio della Parola
ogni carne può diventare una parola animata
alla lode di Dio al di là di ogni cosa.

Assieme a tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle in umanità
senza religione e di buona volontà
noi confessiamo che
il servizio autentico di ogni essere umano,
nel rispetto di tutto ciò che è animato o inanimato,
è il compito comune a cui tutti insieme siamo chiamati,
che i diritti degli uomini e delle donne sono inalienabili.
Di fronte alle sofferenze del mondo questa vocazione comune ci sprona con forza.
Ma diversamente da loro, noi confessiamo che
l'umano è l'immagine del divino.
Con l'apostolo Paolo e tutti i cristiani di ogni tempo,
noi confessiamo la divinità, l'incarnazione, la morte,
la risurrezione e l'ascensione di Gesù Figlio di Dio
riconosciuto come Messia, che è e che viene. (Filippesi 2,5-11).
E questa confessione comune ci dà tanta gioia.


Shafique Keshavjee


(citazione tratta da: 
Shafique Keshavjee, 
Sogno un'unica chiesa per cattolici, protestanti, ortodossi
edizioni Piemme, pp.35-36, e integrata con le note, dello stesso Keshavjee, 
riportate alle pp.61-62; 
si veda anche la  versione di questa confessione di fede di 
S. Keshavjee 
rintracciabile nella bella raccolta di preghiere 
del Comitato Italiano per la Cevaa, Comunità di Chiese in missione: 
Spalanca la finestra, raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson, 
stampato ma non pubblicato, Trieste, 2000, pp. 66-67.
Questa confessione di fede di Shafique Keshavjee era stata inserita in: 
Maurizio Abbà, La teologia bella, impossibile, ma doverosa
articolo per la rubrica 'Servizio Biblico', della Rivista:
Tempi di Fraternità,
 n. 5, maggio 2004, pp. 10-13, 
il testo di Shafique Keshavjee è a p. 12).

sabato 21 marzo 2009

Culto a BIELLA - Domenica 22 marzo 2009


CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE 
di BIELLA
Via Fecia, 9/c - BIELLA
Domenica 22 marzo 2009
4a DEL TEMPO DI PASSIONE - LAETARE 
(Gioite con Gerusalemme - Isaia 66,10)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.00.


Testi Biblici della Predicazione:
Ezechiele 37,15-19
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni: 17,6-8; 17,11
 

Liturgia a cura del pastore: Maurizio Abbà
Sermone a cura di:              Massimo Tucci

Chivasso - Culto di Domenica 22 marzo 2009


CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE 
di CHIVASSO
Via Ivrea, 3 - CHIVASSO
Domenica 22 marzo 2009
4a DEL TEMPO DI PASSIONE - LAETARE 
(Gioite con Gerusalemme - Isaia 66,10)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.30.


Testo Biblico della Predicazione:
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,20-26

Predicazione a cura di: Sergio Turcich

giovedì 19 marzo 2009

Casa per Ferie Elios di Quarna Sotto (VB)


Offerta PASQUA 2009


Offerta valida dal 10/04/2009 al 13/04/2009 in camerata da 14 posti letto in letto a castello, gruppo minimo 10 persone. (per numero inferiore contattateci per le tariffe)

2gg € 66,00 a persona
3gg € 90,00 a persona

i prezzi si intendono compresi di:
- Mezza Pensione: pernottamento, colazione e cena (bevande ai pasti escluse).


La Casa di Elios Soc. Coop.
Via Alle Scuole 10 - 28010 Miasino (No) -Italy
tel. e fax (+39)0322 980037 cell. (+39) 3474323327
www.lacasadielios.it

mercoledì 18 marzo 2009

BIBBIA SI', ma quale?

tratto dalla rubrica: Dialoghi con Paolo Ricca,
del settimanale: Riforma,
Anno XVII - numero 11 - 20 marzo 2009, p. 15:



La Bibbia è la stessa per tutti oppure no?

___________________________________________

Fra i banchi della Chiesa valdese di Milano trovo ogni domenica, una accanto all’altra, la Bibbia nella versione protestante della Nuova Riveduta e la Bibbia nella traduzione interconfessionale in lingua corrente (comunemente chiamata Tilc, realizzata da cattolici e protestanti). Questa pacifica e voluta «convivenza» dichiara implicitamente che entrambe le versioni sono per noi pienamente valide (anche se di fatto è la Riveduta a essere utilizzata quasi sempre per il culto e per gli studi biblici). Ma le due traduzioni non differiscono soltanto per lo stile: quella interconfessionale contiene anche i cosiddetti Libri Deuterocanonici (Giuditta, Tobia, I e II Maccabei, Sapienza, Siracide…) assenti sia dalla Riveduta, sia da quasi tutte le Bibbie protestanti, a cominciare da quella di Diodati. È noto che i Deuterocanonici non fanno parte del canone ebraico (fissato nel I secolo), mentre la Chiesa cattolica li ha dichiarati canonici nel Concilio di Trento (1546). Quanto ai Riformatori protestanti, non li hanno riconosciuti come canonici, dichiarando che su di essi non era possibile fondare alcun articolo di fede. Lutero li ha tradotti, relegandoli però in appendice alla Bibbia, quasi libri non uguali alla Sacra Scrittura, tuttavia utili ed edificanti. In ogni caso la Società biblica britannica e forestiera non li stampa più. Ora la domanda è: i motivi che hanno portato a quest’ultima decisione possono ritenersi ancora oggi pienamente validi? O invece, proprio in prospettiva ecumenica, potrebbe essere pensabile, auspicabile, in futuro riprendere la soluzione di Lutero, e ristampare quindi nelle nostre Bibbie anche i Deuterocanonici, se non altro in appendice?
Giampiero Comolli – Milano


Questa lettera sembra, a prima vista, sollevare un problema, tutto sommato, di facile soluzione e forse anche di importanza relativamente secondaria. Infatti la Bibbia dei cattolici (quella cioè diffusa nella Chiesa cattolica) e quella dei protestanti (quella diffusa nelle Chiese protestanti) sono fondamentalmente uguali per quanto concerne la sostanza del messaggio; il Nuovo Testamento è identico per tutti; l’Antico Testamento dei cattolici contiene tutti i libri dell’Antico Testamento dei protestanti, più alcuni libri che i protestanti non hanno, ma che, pur non essendo privi di interesse, non aggiungono nulla di rilevante al messaggio degli altri libri e che perciò, che ci siano o non ci siano, non cambia molto; per risolvere la questione della loro presenza o meno nella Bibbia (è bene che ci siano oppure no?), basterebbe un po’ di fair play ecumenico. Così sembra, dicevo, a prima vista. Ma se si guarda la cosa un po’ più a fondo, ci si accorge che questa lettera solleva un problema di importanza capitale per la Chiesa e per la fede: quello del canone biblico, la questione cioè di quali libri possano e debbano far parte della Sacra Scrittura che, come sappiamo, è la parola fondante e la regola d’oro della religione cristiana, il metro unico e decisivo con il quale misurare se una dottrina o un comportamento è cristiano oppure no. «Canone» è una parola greca che significa appunto «regola», «norma», «misura», «criterio». L’espressione «canone biblico» indica la raccolta dei libri ufficialmente riconosciuti come normativi e quindi vincolanti per la fede e la vita cristiana. Sono dunque tre gli interrogativi ai quali dobbiamo rispondere. Il primo è: perché alcuni libri presenti nella Bibbia dei cattolici non ci sono in quella dei protestanti? Il secondo è: sono ancora validi i motivi che hanno indotto i Riformatori a escludere alcuni libri dal canone biblico? Il terzo è: non sarebbe pensabile, o auspicabile, in prospettiva ecumenica, introdurre questi libri anche nelle Bibbie dei protestanti, eventualmente collocandoli in appendice, come fece Lutero? Questi due ultimi interrogativi sono quelli posti dal nostro lettore, che è bene informato sull’argomento.

1. Al primo interrogativo risponde bene il nostro lettore: i Riformatori hanno eliminato dal canone biblico tradizionale i libri di Giuditta, Tobia, I e II Maccabei, Sapienza, Siracide, Baruch perché non furono considerati canonici dagli Ebrei, quando fissarono il loro canone. Questo avvenne in maniera definitiva in assemblee di rabbini riunite a Gerusalemme intorno al 65 d.C. e soprattutto nel Sinodo di Jabne-Jamnìa intorno al 90 d.C. Si direbbe che dopo la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Tempio, Israele edifica, fissando il canone delle Scritture ispirate, un nuovo «tempio» nel quale incontrare e conoscere Dio, per adorarlo e servirlo. Il processo che sfociò nella stesura definitiva del canone ebraico fu lungo e movimentato. Alcuni libri, come quello di Ester, o il Cantico del cantici, o l’Ecclesiaste, faticarono a entrare nel canone. Ne furono esclusi Giuditta, Tobia, I e II Maccabei, Sapienza, Siracide e Baruch, poi chiamati «deuterocanonici» per la prima volta nel XVI secolo dal biblista Sisto da Siena (1520-1569), ebreo convertito al cattolicesimo e divenuto francescano. «Deuterocanonico» significa letteralmente «appartenente a un secondo canone, o a un canone secondario». Ma perché questi libri furono esclusi dal canone ebraico, e quindi non considerati normativi e vincolanti per la fede e la vita degli Ebrei? Essenzialmente per due motivi. Il primo e principale è che sono entrati nel canone solo gli scritti che i rabbini hanno ritenuto fossero stati composti prima della fine della profezia, quindi nel tempo «da Mosé a Malachia». Con l’ultimo dei profeti, che secondo il canone ebraico (e biblico) è appunto Malachia, finisce il tempo della rivelazione divina e comincia quello dell’interpretazione e del commento a opera dei rabbini. I libri «deuterocanonici» sono dunque stati esclusi perché composti fuori dal tempo della rivelazione. Il secondo motivo è che gli scritti esclusi circolavano per lo più in lingua greca, quindi sono nati in seno al giudaesimo ellenistico, anche se può darsi che alcuni siano stati composti originariamente in ebraico. L’uso della lingua greca anziché ebraica rivelava la loro origine tardiva, avvenuta quando il tempo della rivelazione era ormai concluso.

2. Nella Chiesa antica e medievale non ci fu uniformità riguardo alla circolazione e all’uso dei «deuterocanonici». In alcune chiese, a esempio, Ester non fu considerato canonico, benché fosse incluso nel canone ebraico: In altre chiese i «deuterocanonici» furono considerati pienamente canonici, a esempio nelle chiese di Siria, Africa e Roma. Il tentativo di Girolamo (340-420) di far adottare a tutta la Chiesa il canone ebraico, fallì. Come ricorda il nostro lettore, il Concilio di Trento, nel 1546, incluse definitivamente i «deuterocanonici» nel canone biblico cattolico romano, escludendo peraltro la cosiddetta Lettera di Geremia e i Supplementi al Libro di Daniele, che invece la Traduzione interconfessionale in lingua corrente (Tilc) contiene.

La Riforma, come già s’è detto, ha escluso i «deuterocanonici» dal canone biblico. Lutero li ha però tradotti e messi in appendice alla Bibbia, precisando che possono aver valore non per la fede, ma per la pietà e l’edificazione (tranne il 2° Libro dei Maccabei, che Lutero vorrebbe veder «espulso» dalla Bibbia!). Nel 1534, Lutero li pubblica come «apocrifi» (il termine «deuterocanonico», come s’è visto, non esisteva ancora) con questo titolo: «Libri che non sono considerati uguali alla Sacra Scrittura, però sono utili e buoni da leggere». Chiediamoci: la decisione della Riforma di escludere i «deuterocanonici» dalla Bibbia è stata giusta o sbagliata? Secondo me è stata giusta. È stato giusto fidarsi della scelta dei rabbini e adottare per l’Antico Testamento, che è la loro Sacra Scrittura e anche la nostra, il loro canone. Tra l’altro, il valore di questi libri è molto disuguale. Alcuni, più che vere storie, sembrano favole, nelle quali non manca l’elemento leggendario. Altri parlano più di virtù che di fede. Altri parlano di storia, raccontata dal punto di vista di una minoranza oppressa. Il «deuterocanonico» migliore è la Sapienza, di cui anche Lutero dice che «contiene molte cose buone ed è meritevole di essere letto». Possono dunque promuovere la pietà e la virtù, ma la fede la si impara altrove. Perciò, per la fede, non sono né normativi né vincolanti. I motivi che hanno indotto i Riformatori a escluderli dal canone mi sembrano ancora validi.

3. Al terzo interrogativo, se sia opportuno introdurre i «deuterocanonici» nelle Bibbie in uso nelle nostre chiese, rispondo, riprendendo i termini del nostro lettore, che è «pensabile», ma, secondo me, non necessariamente «auspicabile». È pensabile perché, come dice Lutero, si tratta di scritti edificanti, che possono fare del bene alle anime. Inoltre la loro lettura può servire a far apprezzare la diversa qualità teologica dei libri «canonici» (con qualche eccezione) rispetto ai «deuterocanonici». Se pubblicati, questi ultimi dovrebbero comunque costituire un’appendice della Bibbia, chiarendo bene che non sono canonici, cioè non impegnano né vincolano la fede. È pensabile, perché è sempre meglio conoscere che ignorare e perché il periodo cosiddetto «intertestamentario» (cioè il tempo intermedio tra l’Antico e il Nuovo Testamento) ci è poco noto, e i «deuterocanonici» possono aiutarci a conoscere il giudaesimo di quel periodo, la sua esperienza di fede e la sua spiritualità. Insomma, si può fare. Ma non è necessariamente auspicabile farlo, per tre motivi. Il primo è che è bene che la fede cristiana faccia proprie le scelte della fede ebraica riguardo al canone biblico, per quanto concerne l’Antico Testamento. Il secondo è che, affiancando, in uno stesso volume, libri canonici e non canonici, si annacqui la nozione – fondamentale – di canone. Il terzo (un po’ banale, lo riconosco) è che la Bibbia canonica è già abbastanza vasta (66 libri!) e non basta una vita per conoscerla bene. Si possono certo aggiungere altri sette libri non canonici: ma è proprio necessario?



martedì 17 marzo 2009

lunedì 16 marzo 2009

Donne e Fede Oggi

Noemi Marchionatti 3496606427 per confermare la partecipazione
noemi.marchionatti@bluebook.it

SAPIENZA E AMORE


tratto dalla III di copertina:
Nella foto in copertina:
"L'elemosina" di Bartolomeo Schedoni
(Napoli, Museo di Capodimonte)
(Foto Scala, su concessione Ministero Beni e Attività Culturali)


La Nuova BIBBIA per la Famiglia, vol. 6
iniziativa del settimanale: Famiglia Cristiana.

PROVERBI - QOÈLET
CANTICO DEI CANTICI
SAPIENZA  - SIRACIDE


sono riportati importanti testi sapienziali,
tra cui l'importante raccolta dei Proverbi
e il libro denominato Qoèlet (detto anche Ecclesiaste)

tratto da p. 75:

CANTICO DEI CANTICI

Questo poemetto, composto solamente da 1250 parole ebraiche strutturate 
in otto brevi capitoli, presenta uno scenario ricco di immagini, di colori, 
di sensazioni e sentimenti unici.
Il titolo stesso è un'espressione superlativa, equivalente a "il cantico per eccellenza",
"il cantico sublime e perfetto. Salomone fu spesso ritenuto l'autore dell'opera; 
attualmente, però, tale attribuzione è ritenuta un esempio di pseudoepigrafia, artificio
letterario con il quale si è messa sotto il patrocinio del famoso re una composizione
di epoca molto più tarda. Probabilmente il Cantico ha vissuto un lungo processo di elaborazione, conclusosi intorno al III secolo a.C.
Dentro una serie di dialoghi e monologhi, si scopre gradualmente la presenza di due attori
principali, due innamorati che manifestano i propri desideri e aspirano a realizzare quella 
forma di amore caratterizzata dalla donazione e dall'appartenenza reciproca.

************************

"Sapienza e Siracide appartengono alla sezione Deuterocanonici,
(non sono presenti nelle versioni protestanti della Bibbia).

domenica 15 marzo 2009

CHIESA: CHE FARE?

GLI OCCHI DI QUESTA CHIESA

Ti raccomandiamo, Signore, gli occhi di questa chiesa,
perché vedano nel nostro prossimo
lo stesso Gesù Cristo.

Ti raccomandiamo, Signore, le orecchie di questa chiesa,
perché ascoltino nella voce dei bisognosi,
la voce di Cristo.

Ti raccomandiamo, Signore, le mani di questa chiesa,
perché siano sempre inesauribili fonti di giustizia e di vita.

Ti raccomandiamo, Signore, i piedi di questa chiesa,
perché seguano sempre le orme di Gesù Cristo.

Ti raccomandiamo, Signore, le labbra di questa chiesa,
perché proclamino, il messaggio della salvezza.

Ti raccomandiamo, Signore, questo corpo,
questa chiesa,
perché possano rendere una testimonianza vivente e santa,
guidati dalla mente di Cristo.
Amen.


Walter Vivares
America Latina

(tratto da: CEVAA, In Attesa del mattino,
raccolta di testi di fede,
Stampato ma non pubblicato, Torre Pellice, 1991, p. 92)

sabato 14 marzo 2009

BIELLA - Culto di Domenica 15 marzo 2009


CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE 
di BIELLA
Via Fecia, 9/c - BIELLA
Domenica 15 marzo 2009
3a DEL TEMPO DI PASSIONE - OCULI 
(I miei occhi sono sempre rivolti al Signore - Salmo 25,15)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.00.


Testo Biblico della Predicazione: 
Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,57-62

Liturgia e Sermone a cura di: Maurizio Abbà

CHIVASSO - Culto di Domenica 15 marzo 2009


CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE 
di CHIVASSO
Via Ivrea, 3 - CHIVASSO
Domenica 15 marzo 2009
3a DEL TEMPO DI PASSIONE - OCULI 
(I miei occhi sono sempre rivolti al Signore - Salmo 25,15)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.30.


Predicazione a cura di: Sergio Turcich

venerdì 13 marzo 2009

Biellaprotestante compie un anno

Grazie a tutti coloro che ci hanno visitato, sostenuto, incoraggiato e criticato..

mercoledì 11 marzo 2009

Volontariato in Germania: 4 posti da settembre 2009 - Nelle strutture sociali della Evangelische Landeskirche in Baden

La CSD Diaconia Valdese cerca 4 giovani fra i 18 e i 26 anni interessati a svolgere, a partire da settembre 2009, un anno di servizio volontario nel sud della Germania (Baden-Württemberg; vicino alle città di Heidelberg o Friburgo).

Tra le sedi della Evangelische Landeskirche in Baden dove si può svolgere il servizio: un centro diurno per persone anziane con difficoltà sociali e di salute, una casa di riposo per anziani e una struttura di accoglienza per senza tetto.

Le strutture garantiranno vitto e alloggio, argent de poche, formazione, assicurazione e rimborso delle spese di viaggio dall'Italia alla Germania. È richiesta una discreta conoscenza della lingua tedesca.

Per informazioni (entro il 31 marzo 2009):
CSD Diaconia Valdese - tel. 0121 953122 o volontariato@diaconiavaldese.org

martedì 10 marzo 2009

Seminari di formazione sull’assistenza pastorale ai detenuti

Fcei. Gruppo di lavoro Carceri
Ucebi. Dipartimento di Teologia

I seminari si terranno il 28 marzo, il 16 maggio ed il week-end 14 -15 novembre presso il villaggio Ge.Tur di viale Centrale a Lignano Sabbiadoro (UD) e sono destinati a pastori e volontari che intendono avviare o proseguire un ministero di cura pastorale in ambito carcerario.

28 marzo: L’Istituzione. Un primo incontro sarà destinato alla conoscenza dell’Istituzione penitenziaria e ad alcuni aspetti di carattere giuridico, regolamentare e penale che la contraddistinguono. I/le partecipanti incontreranno un magistrato di sorveglianza e due dirigenti dell’amministrazione penitenziaria per conoscere più da vicino le istituzioni.

16 maggio: La Pastorale Carceraria. Un modulo in particolare verrà destinato alla pastorale carceraria: la relazione d’aiuto in detenzione; funzioni e limiti della cappellania carceraria; accompagnamento individuale e dimensione liturgica e comunitaria del lavoro di cappellania.
I/le partecipanti Affronteranno il tema con contributi da parte di pastori e volontari che operano o hanno già operato in ambito carcerario.

14-15 novembre: Le Esperienze. Un incontro destinato a quanti già operano in carcere nel quale, con l’ausilio di un’opportuna supervisione, i partecipanti dovranno socializzare le proprie esperienze attraverso la presentazione di casi.

Il primo incontro si terrà il 28 marzo, a partire dalle ore 10 e sino al pomeriggio dello stesso giorno.
La quota di partecipazione è di Euro 20,00 ed è comprensiva del pranzo.

Sarà possibile pernottare il 27 ed il 28 presso il villaggio Ge.Tur al costo, comprensivo di pensione completa, di Euro 60,00.

Per informazioni e prenotazioni Contattare:

Past. Francesco Sciotto: fsciotto@chiesavaldese.org
Past. Massimo Aprile: massimo.aprile@ucebi.it

IMPORTANTE RIVISTA PER STUDI BIBLICI

nella copertina: DUCCIO DI BUONINSEGNA (Siena, 1250/1260 - 1318/1319),
Profeta Osea, 1305, Predella della Maestà, Siena, Museo dell'Opera del Duomo. 


Parole di Vita
Il libro dei Dodici Profeti. 1.
bimestrale dell'Associazione Biblica Italiana (A.B.I.)
Anno LIV n. 1
Gennaio-Febbraio 2009.
EDIZIONI MESSAGGERO PADOVA

COLLABORATORI DI QUESTO NUMERO:

Michelangelo Priotto (coordinatore), Guido Benzi, Valentino Bulgarelli, 
Giuseppe Di Virgilio, Claudio Doglio, Annalisa Guida, Serena Noceti, 
Marcello Panzanini, Donatella Scaiola.



www.paroledivita.it

1

OSEA

- Guido Benzi, Chi è il profeta?
- Donatella Scaiola, Il libro dei Dodici profeti
- Valentino Bulgarelli, Introduzione al libro di Osea
- Valentino Bulgarelli, Il matrimonio di Osea
- Michelangelo Priotto, La «conversione» di Dio
-  Annalisa Guida, Il racconto biblico, voce dello sposo e della sposa
- Claudio Doglio, «Misericordia voglio e non sacrificio»

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- Scheda biblica
- Che cos'è il canone biblico?
- Il dramma della prostituzione
- Lo Shemà di Primo Levi
- Apostolato biblico

Nel 2009 i sei fascicoli approfondiranno il messaggio dei 
12 PROFETI MINORI
(minori per la quantità di pagine non certo per la Qualità!)

1. Osea
2. Gioele e Amos
3. Abdia e Giona
4. Michea e Naum
5. Abacuc, Sofonia e Aggeo
6. Zaccaria e Malachia

Che hanno di importante da dirci i soli 21 versetti del profeta Abdia
e i soli 38 versetti di Aggeo? Quali insegnamenti ci danno Michea e Naum o Abacuc?
I loro tempi di profonde evoluzioni, cos'hanno in comune con i nostri?

Rubriche:
- Scheda biblica «RITORNIAMO AL SIGNORE!» di Serena Noceti 

- Piccola introduzione alla Sacra Scrittura CHE COS'È IL CANONE BIBLICO?
di Giuseppe De Virgilio

- Questioni Aperte: IL DRAMMA DELLA PROSTITUZIONE
A colloquio con Roberto Gerali operatore della Comunità Papa Giovanni XXIII
a cura della redazione

- Bibbia e Letteratura: LO SHEMÀ DI PRIMO LEVI 
di Annalisa Guida

(Shemà Israel è una preghiera della liturgia ebraica).

(Bibbia e Letteratura è una nuova importante rubrica sulla tematica vastissima Bibbia e Letteratura.
Ascolta,  Israele ...
(Ascolta, Cristianesimo... che hai tanto da imparare!)


- APOSTOLATO BIBLICO: La Bibbia come parola profetica (sul collegamento Bibbia e la Costituzione dogmatica sulla Divina Rivelazione Dei Verbum - Concilio Vaticano II),
di Valentino Bulgarelli.

- VETRINA BIBLICA: (rassegna di novità librarie nell'ambito delle Scienze Bibliche) a cura di Claudio Doglio.

- nella sezione ARTE: (per una teologia audiovisiva!)
a cura di Marcello Panzanini, ci si sofferma sull'immagine 
riportata anche in prima di copertina:
DUCCIO DI BUONINSEGNA, Profeta Osea 1305, Predella della Maestà, 
Siena, Museo dell'Opera del Duomo. 


(Parole di Vita è uno strumento utile per lo studio individuale della Bibbia e per gruppi comunitari di studio biblico,
quindi anche il lettore protestante può utilizzarlo fruttuosamente)


domenica 8 marzo 2009

A TUTTE LE TESSITRICI DEL MONDO

A TUTTE LE TESSITRICI DEL MONDO

Dio è seduta e piange,
la meravigliosa tappezzeria della creazione
che aveva tessuto con tanta gioia è mutilata,
è strappata a brandelli, ridotta in cenci;
la sua bellezza è saccheggiata dalla violenza.

Dio è seduta e piange.
Ma, guardate, raccoglie i brandelli,
per ricominciare a tessere.
Raccoglie i brandelli delle nostre tristezze,
le pene, le lacrime, le frustrazioni
causate dalla crudeltà, dalla violenza,
dall'ignoranza, dagli stupri, dagli assassinii.

Raccoglie i brandelli di un duro lavoro,
degli sforzi coraggiosi, delle iniziative di pace,
delle proteste contro l'ingiustizia.
Tutte queste realtà che sembrano piccole e deboli,
le parole, le azioni offerte in sacrificio,
nella speranza, la fede, l'amore.

Guardate!
Tutto ritesse con il filo d'oro della gioia.
Dà vita ad un nuovo arazzo,
una creazione ancora più ricca, ancora più bella
di quanto fosse l'antica!

Dio è seduta, tesse con pazienza, con perseveranza
e con il sorriso che sprigiona come un arcobaleno
sul volto bagnato delle lacrime.
E ci invita a non offrirle soltanto i cenci
ed i brandelli delle nostre nostre sofferenze
e del nostro lavoro.

Ci domanda molto di più;
di restarle accanto davanti al telaio della gioia,
ed a tessere con lei l'arazzo della nuova creazione.


       
     M. Riensiru - CEC.


(tratto da: 
Comitato Italiano per la CEVAA, Comunità di Chiese in Missione,
raccolta e traduzione testi: Renato Coïsson,
Spalanca la finestra, raccolta di testi di fede, 
Stampato ma non pubblicato, 2000, p.116).




sabato 7 marzo 2009

Culto a BIELLA - Domenica 8 marzo 2009




CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE 
di BIELLA
Via Fecia, 9/c - BIELLA
Domenica 8 marzo 2009
2a DEL TEMPO DI PASSIONE - REMINISCERE 
(Ricordati, o Signore, delle tue compassioni - Salmo 25,6)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.00.

Testo della predicazione:
ATTI 16,9-15

Predicazione a cura della pastora: Giovanna Pons

Culto a CHIVASSO - Domenica 8 marzo 2009



CHIESA CRISTIANA EVANGELICA VALDESE 
di CHIVASSO
Via Ivrea, 3 - CHIVASSO
Domenica 8 marzo 2009
2a DEL TEMPO DI PASSIONE - REMINISCERE 
(Ricordati, o Signore, delle tue compassioni - Salmo 25,6)
Culto di Adorazione e Lode
ore 10.30.

Testo della predicazione: 
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 12,1-12 

Predicazione a cura del pastore: Maurizio Abbà

SULLE ORME DI PAOLO 4




SULLE ORME DI PAOLO 4

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RAPITO AL TERZO CIELO

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PAOLO E I GALATI

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SONO CITTADINO ROMANO

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è una iniziativa editoriale della Rivista mensile: Jesus
mensile di cultura e attualità religiosa
- Anno XXXI - Marzo 2009 - n. 3
in questo numero, tra gli altri articoli, si segnala:
EVOLUZIONISMO: L'UOMO TRA DARWIN E DIO

venerdì 6 marzo 2009

BIBBIA: GIOBBE E SALMI

               Nella foto in copertina: 
"Davide in preghiera", 
miniatura di Jacopo Filippo d'Argento 
(Ferrara, Museo dell'Opera del Duomo).


GIOBBE

Il libro di Giobbe è un'opera composita, sfortunatamente anonima; non si hanno, infatti, informazioni circa la geniale personalità che lo ha reso uno dei capolavori poetici e spirituali della letteratura universale.
Composto dopo l'esilio babilonese, probabilmente tra il V-III secolo a.C., esso rivela al suo interno strati successivi di formazione ed evidenzia numerose difficoltà testuali, che hanno fatto ipotizzare l'utilizzo di un'antica parabola in prosa.
Il significato del libro è da cercare nel desiderio di penetrare il mistero dell'uomo e di Dio, in particolare il senso della sofferenza, del dolore e della prova di una persona innocente.
(citazione da p. 5).


Due considerazioni al riguardo:

- Si può notare che dispiace non sapere chi è l'autore di questo scritto così acuto e geniale nell'affrontare il tema del dolore e della sofferenza. Possiamo pensare però che ogni persona che si trova ad affrontare situazioni dolorose può riconoscersi in Giobbe; ed al posto di Giobbe mettiamo il nostro nome.

- Giobbe non è ebreo eppure è nella Bibbia Ebraica, (l'Antico Testamento dei Cristiani) questa è la grandezza della Bibbia! Grandezza che supera i confini che per quanto vasti sono sempre angusti e ristretti. La Bibbia li supera sempre. Se la sappiamo ascoltare.


- Il quinto volume de: La Nuova Bibbia per la Famiglia
(meritoria iniziativa del settimanale: Famiglia Cristiana)
presenta il libro biblico di Giobbe e il libro dei Salmi.


SALMI

Il libro dei Salmi è una composizione di centocinquanta testi poetici,
che implicano un ampio e complesso processo redazionale, compreso nell'arco
di un millennio, dalla monarchia davidica (X-VI secolo a.C.) fino alla rivolta dei 
Maccabei (II secolo a.C.). 
Idealmente attribuito dalla tradizione al re Davide, il Salterio riflette molteplici temi,
stili e situazioni: suppliche e lamentazioni determinate da drammi personali o collettivi; celebrazioni del Creatore per le sue meravigliose opere; preghiere di ringraziamento e fiducia rivolte a Dio per i benefici elargiti e per la sua infinita bontà e misericordia;
canti che meditano sull'esistenza, sulla vita quotidiana, sulla storia della salvezza.
   La tradizione giudaica ha organizzato la collezione in cinque parti, quasi a creare una risposta orante al Pentateuco, la parola di Dio per eccellenza.
(citazione da p. 75).

La preghiera è una risorsa in ogni momento della giornata.
La preghiera è una sorgente cui attingere fiduciosi.
La preghiera è anche sfogo necessario. 
La preghiera è sempre Dialogo con il Tu divino.



TESTAMENTO BIOLOGICO E LAICITA'

                                                          Il Senatore Lucio Malan

Lucio Malan: 
"Sul testamento biologico mi sento libero da vincoli di partito"

Il 3 marzo la Commissiona Affari Costituzionali del Senato ha discusso del “testamento biologico” esprimendo un parere sul disegno di legge proposto dal senatore Raffaele Calabrò. Nel corso del dibattito è intervenuto il Senatore Lucio Malan (PdL). Ecco l'intervista che ha rilasciato all'agenzia NEV.

Senatore Malan, sul tema del "testamento biologico", in sede di Commissioni Affari Costituzionali, lei ha espresso una critica al progetto Calabrò: che cosa non la convinceva?
Il testo è stato scritto con l'intento di chiudere ogni spiraglio a eutanasia e suicidio assistito. In questo modo si è spinto all'estremo opposto, comprimendo il diritto costituzionale a rinunciare a trattamenti sanitari che non si desiderano. Questo approccio emerge in particolare all'articolo 2, comma 2, dove si dice che "l'attività medica ... non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute". Poi c'è l'articolo 1, dove si dice che il diritto alla vita è "indisponibile", un'espressione che - in un testo di legge - non ha ragione d'essere.

Alla fine lei ha votato a favore del disegno di legge. Che cosa l'ha convinta?
Nella Commissione Affari Costituzionali, di cui faccio parte, martedì 3 marzo non si è votato il disegno di legge, ma il parere che su di esso ha proposto il relatore Boscetto. In questo parere, tra l'altro, si chiede la riformulazione dell'articolo 2, comma 2 e si definisce "indefettibile" il diritto alla libera determinazione in materia di salute. Io avrei anche voluto una valutazione negativa sulla questione del diritto alla vita come "indisponibile", ma ho ritenuto importante portare la maggioranza a votare questi due elementi. I voti sul disegno di legge avvengono nella commissione Sanità, di cui non faccio parte, e poi in Aula. Qui ci sarà modo di esprimersi, non solo sugli emendamenti e sul testo che ne risulterà, ma anche sulla costituzionalità, con le modifiche che la Commissione introdurrà, anche alla luce di quanto la mia Commissione ha affermato nel suo parere. Il mio voto in tale sede sarà del tutto libero da vincoli di partito e legato solo al contenuto.

In che misura la sua appartenenza alla chiesa valdese ha orientato le sue posizioni?
Credo che affrontare tutte le questioni con spirito critico e responsabile sia un patrimonio culturale importante del nostro modo di essere evangelici, anche se, naturalmente, non ne abbiamo l'esclusiva. Nello specifico, le prese di posizione della chiesa valdese, per quanto poco riportate dai media, hanno contribuito molto positivamente al dibattito, minando lo stereotipo per cui chi crede ha certe posizioni, relegando altre posizioni ai soli atei. Infine, i messaggi di solidarietà e amicizia che mi sono arrivati da sorelle e fratelli in fede, anche molto autorevoli, mi hanno davvero confortato.

Le posizioni "cattoliche" sono molto visibili nel PD e ne soffre lo spirito laico del principale partito di opposizione. E nel PdL? 
C'è chi vorrebbe dare al PdL una posizione, oggettivamente, ma anche dichiaratamente, collaterale al Vaticano. Curiosamente sono soprattutto ex radicali ed ex socialisti a sostenere questa linea. Per mia coerenza, e anche per il bene del partito cui appartengo, spero che l'operazione non riesca e non credo che riuscirà. Lo stesso Berlusconi si è esposto solo al momento del mancato decreto. Proprio ieri mi ha chiamato per parlare di un'altra questione, e non mi ha neppure accennato al testamento biologico, sul quale stavamo per votare in commissione.

Perché nel sistema politico italiano è così difficile far valere principi di laicità?
Per le convinzioni personali di molti, certo, ma anche perché è diffusa l'opinione che la gerarchia cattolica sia in grado di orientare un numero allettante di elettori. D'altra parte, la questione della laicità in sé, termine il cui significato cambia a seconda di chi lo usa, non accende molti cittadini, mentre sulle questioni concrete nelle quali un approccio laico si manifesta c'è molta più attenzione.

All'attenzione della sua Commissione sono anche le Intese: quelle da rivedere - con i valdesi e i metodisti da una parte e gli avventisti dall'altra - e quelle da varare. A che punto siamo?
Proprio in questi giorni stiamo superando un ostacolo, dovuto alla cattiva abitudine dei governi di usare, sia pure con apposite leggi, i fondi dell'8 per mille di spettanza dello Stato come copertura per vari provvedimenti. La commissione bilancio, maggioranza e opposizione, vuole accertare che non si levi la copertura a questi provvedimenti. Ove questo fosse, il governo dovrebbe reperire altrove i fondi per quei fini. Ho parlato con il ministro Vito di questo e spero che supereremo presto lo snodo.

Alcune Intese appaiono più difficili di altre: ad esempio quella con i Testimoni di Geova, in passato bloccata da una cordata politicamente trasversale. Come andrà questa volta?
Non ho mancato occasione per chiedere che tutte le Intese firmate procedano, ricordando che questa è la posizione della chiesa valdese, che già la sua ce l'ha e che sta per avere anche la modifica richiesta. Su questo c'è una attenzione diffusa, (come pure sul problema, che ho sollevato in commissione, che le altre confessioni ricevono i fondi dell'otto per mille in ritardo rispetto alla chiesa cattolica). Confido che si arrivi presto al traguardo.


Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 4 marzo 2009
www.fedevangelica.it.

si veda anche: www.chiesavaldese.org