lunedì 29 dicembre 2008

Un Calendario per portare aiuto

Il calendario 2009 dei Sahrawi

Il calendario Sahrawi 2009 nasce a Smara, un campo profughi nell’estremo sud-ovest del deserto Algerino. È qui che, nel dicembre 2007, viene realizzato un viaggio di conoscenza all’interno dei territori Sahrawi e in particolare nei loro campi profughi. Da quel viaggio il circolo Arci Fare nait ritornano con una mostra fotografica da cui poi è ricavato un calendario che ora è venduto per raccogliere fondi per l'allestimento di un reparto medico all'interno dell'ospedale di Smara.

l calendario Sahrawi 2009 nasce a Smara, un campo profughi nell’estremo sud-ovest del deserto Algerino. È qui che, nel dicembre 2007, viene realizzato un viaggio di conoscenza all’interno dei territori Sahrawi e in particolare nei loro campi profughi. L’idea di questo primo viaggio sperimentale, nato con le caratteristiche tipiche del turismo responsabile, è quella di far visitare a viaggiatori consapevoli luoghi di conflitto. Un tentativo di trasformare i turisti occidentali da fruitori passivi di un bene culturale e ambientale, in una sorta di «osservatori internazionali»: viaggiatori del mondo che, una volta tornati a casa, utilizzando l’esperienza vissuta, si mostrino attivi e capaci di aprire una nuova strada, diventando portatori di un messaggio di informazione e solidarietà.

I luoghi di questo viaggio riguardano il popolo Sahrawi che, dal 1965, è impegnato in un’aspra lotta contro il governo marocchino per ottenere la propria indipendenza. A causa di questo conflitto, il popolo Sahrawi si trova oggi disperso e diviso. Una parte vive in un’area controllata dal governo del Marocco, privata di tutti i diritti civili; un’altra parte è riuscita a fuggire, sotto i bombardamenti dell’esercito marocchino, e oggi vive profuga nelle tendopoli di Tindouf in Algeria. Nel 1980 il Marocco ha avviato la costruzione di un muro che si snoda su un percorso di 2400 chilometri, arrivando sino alla costa atlantica e ai confini della Mauritania, racchiudendo circa 180. 000 Kmq. Il muro che divide il popolo Sahrawi è circondato da sabbia e da 3 milioni di mine: è un muro fatto di silenzio. Il calendario intitolato «Il vento che rompe il silenzio» proprio questo silenzio vuole spezzare. La tragedia di questa popolazione è spesso dimenticata dalla comunità internazionale, che purtroppo fornisce sempre meno aiuti alle quasi 250. 000 persone che oggi si trovano a vivere in uno dei deserti più aspri della terra.

Al termine del viaggio è stata realizzata una mostra fotografica che raccontava, attraverso i nostri occhi e le nostre parole, non solo la storia ma anche la vita quotidiana, le tradizioni e tutto ciò che i Sahrawi ci hanno insegnato. «Il nostro racconto – spiega Andrea Priotto, uno dei promotori del progetto – è partito dal circolo culturale Arci Fare Nait di Torre Pellice, che da tempo è impegnato sui temi riguardanti la difesa dei diritti civili nel mondo. Con il tempo però, e con nostro stupore, sempre più persone si sono interessate alla storia che abbiamo provato a raccontare e la mostra si è trasformata, a poco a poco, in una serie di eventi itineranti che hanno attraversato l’Italia del Nord. A seconda del luogo o del tempo, alla parte fotografica si sono aggiunti momenti di condivisione e di socialità come cene, laboratori dell’Hennè e del tè, seminari e dibattiti. L’entusiasmo delle persone che hanno partecipato a questi eventi, l’aiuto indispensabile di associazioni come “El Ouali” e il coordinamento regionale dell’Emilia Romagna e delle associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi, l’amichevole sostegno del gruppo musicale “Africa Unite”, ci hanno convito a fare un ulteriore passo per rompere il silenzio che avvolge il popolo Sahrawi: la realizzazione di un calendario solidale; con l’augurio e con la speranza che questo luogo e la sua gente tocchino il cuore come hanno toccato il nostro».

Il progetto del calendario è comunque finalizzato al sostegno di un’iniziativa di solidarietà concreta: il ricavato della vendita verrà interamente devoluto all’allestimento di un reparto medico all’interno dell’ospedale di Smara. L’intero costo della stampa è stato coperto da alcune aziende che ne hanno sostenuto il progetto.



tratto da: www.riforma.it

per informazioni: e-mail: fare-nait@libero.it

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