martedì 30 settembre 2008

Festival delle Storie

EDIZIONI TRAUBEN - titoli teologici

Si segnalano qui alcune iniziative editoriali delle Edizioni TRAUBEN
di rilievo teologico (anche filosofico-teologico)
la finalità di queste (e delle altre) segnalazioni bibliografiche
inserite in questo blog,
è, unicamente, quella di porgere un piccolo contributo 
alla promozione
del dibattito teologico attraverso 
letture fruttuose.
Buone letture!




- Giorgio Bouchard, 
Prigionieri della speranza Sermoni
prefazione di Rosanna Ciappa Nitti
introduzione di Federico Vercellone, 
Trauben editrice, 2007, Torino, 
pp. 160, 
distribuito da Claudiana editrice;

In copertina: Rembrandt, La Resurrezione (Alte Pinakothek, München)

Il titolo - "Prigionieri della speranza" - è citazione di Zaccaria 9/12
(versione Riveduta)


dalla quarta di copertina:

La nuova raccolta di sermoni di Giorgio Bouchard, che attingead una riserva inesauribile di predicazioni scritte o pronunziate in occasioni diverse, e nell’arco di quarant’anni, riesce ad essere, come le precedenti, insieme specchio e ritratto dei tempi, oltre che la parabola di un percorso esistenziale e di fede.
Più che fornire risposte edificanti, questi sermoni sollevano le questioni radicali, le domande esistenziali che scavano nel profondo della coscienza.
Sono le domande che Dio stesso rivolge a ciascuno attraverso la Parola
predicata. Innanzitutto, sei disposto al rischio della verità senza averne paura?
Sei disposto a perdere, ad affrontare le sconfitte aprendo gli occhi sul dolore?
Sei disposto a morire, “a morire prima che si veda a che cosa è servita la tua vita”? Infine, più che a morire, sei disposto a vivere, a vivere nella fede, sei “pronto a lasciarti sorprendere dalla grazia e dalla gioia del tuo Signore”?









Giorgio Bouchard, Una fonte di acqua viva. Trent’anni di sermoni,
Prefazione di Claudio Ciancio, 
Edizioni Trauben, Torino, 2004, 
pp. 160,
distribuito da Claudiana editrice;
copertina di Umberto Stagnaro,
(Nella foto, una cascata del fiume Giordano).

dalla quarta di copertina:

Rigoroso rispetto della Parola di Dio, ma capacità di renderla udibile dagli uomini e dalle donne del nostro tempo, fede incrollabile ma tutt’altro che scontata, profondità teologica ma senza complicazioni intellettualistiche, sensibilità ai problemi dell’uomo contemporaneo ma senza lusingare nessuna delle sue tendenze: sono questi i tratti che fanno dei sermoni del pastore Bouchard una proposta di fede autentica, credibile e capace di interpellare credenti e non credenti.
I sermoni qui pubblicati sanno parlare a tutte le chiese, toccano problemi, pericoli ed esigenze largamente comuni. E soprattutto sanno orientare lo sguardo con forza e profondità verso l’essenziale della fede: verso il Crocifisso risorto. Non è forse questo l’ecumenismo? Smettere di guardarci e guardare verso la medesima direzione, guardarlo insieme, per poi accorgerci che tutti ci sovrasta e ci abbraccia.

(Dalla prefazione di Claudio Ciancio)


citazione da p. 4:

Giorgio Bouchard, pastore valdese, vive e lavora a Torino. Laureato in Storia del Cristianesimo a Torino e in Teologia a Roma, ha diretto la rivista “Gioventù Evangelica” dal 1962 al 1971, è stato membro fondatore del gruppo comunitario “Jacopo Lombardini” di Cinisello Balsamo (MI), Moderatore della Tavola Valdese dal 1979 al 1986 e Presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia dal 1988 al 1994.
È autore di diversi scritti tra cui: Cristianesimo (Rimini, Idea libri 1998; trad. francese Christianisme, Parigi, ed. Liana Levi 1997; trad. tedesca Christentum, Bern-München-Wien, ed. Scherz 1998), Spirito protestante e etica del socialismo (Roma, COM-Nuovi Tempi 1991), Una minoranza significativa (Roma, COM-Nuovi Tempi 1994), Un evangelico nel Lager (con Aldo Visco Gilardi, Torino, Claudiana, 2005).
Altre raccolte di suoi sermoni sono La  scritta di Pilato (Torino, Claudiana 1989) e Una fonte di acqua viva (Torino, Trauben 2004). Scritti di storia valdese sono Il ponte di Salbertrand: il ritorno dei valdesi in Italia (Torino, Claudiana 1989) e I valdesi e l’Italia (Torino, Claudiana 19902).
  Di particolare interesse il suo
  Chiese e movimenti evangelici del nostro tempo
  (Torino, Claudiana 2006 terza edizione).






- Centro Studi Luigi Pareyson Biblioteca di Filosofia, 
Daria Dibitonto, 
Dio nel mondo e il mondo in Dio, 
Jürgen Moltmann tra teologia e filosofia,
 (Saggi, n. 14), Daria Dibitonto, Trauben edizioni, Torino, 2007, pp. 192;

dalla quarta di copertina:

L’aspirazione filosofica alla verità sorge dall’amore per il finito, per ciò che nel mondo è limitato nel tempo e nello spazio, eppur si vorrebbe esistesse perfettamente e senza fine. La filosofia si espone così, da secoli, al rischio di un tradimento: l’indebita sottrazione al mondo della sua mortalità e finitezza nella fissità della conoscenza.
Jürgen Moltmann offre a questo dilemma una risposta non solo teologica, quando esplora il movimento di comunione e separazione di dio nel mondo e del mondo in Dio. La sua peculiare forma di panenteismo esprime la forza escatologica dell’amore divino nelle sue relazioni trinitarie: Dio si distingue dal mondo creandolo, prendendone distanza e soffrendo accanto al Figlio per l’uomo, ma proprio la sofferenza divina è segno della sua presenza e del suo amore mediante lo Spirito, che apre a una speranza di futura e salvifica unione con il mondo amato. L’unione presente, anticipazione di quello futuro, è speranza reale per il mondo che dà forza di affrontare i problemi più scottanti del nostro tempo.
Moltmann scopre in éros l’energia creatrice che accomuna amore umano e amore divino, da cui traggono alimento sia la filosofia sia la teologia.
E tuttavia diversamente dalla teologia, la filosofia si scopre viandante in terra straniera, mai assicurata dal calore di una promessa divina, ma garantita di un futuro di di compimento. Dovrà cercare altrove le risorse per coltivare il suo amore: nell’unione e nell’affiancamento tenace, di eros e conoscenza.

Daria Dibitonto (Vercelli, 1977) è dottore di ricerca in filosofia e cultore della materia presso l’Università del Piemonte Orientale.
La sua ricerca si muove nell’ambito della filosofia e della teologia della speranza: desiderio, utopia ed escatologia sono le categorie attraverso le quali esplora bellezza e tragicità dell’umano. Tra i suoi lavori: Dialektik des Wunsches unterwegs sur Hoffnung, 
(in ,, Vorschein”, 25/26, 2005) e Desiderio. Un diuturno corpo a corpo con l’eccesso, verso l’intimità (in AA.VV., Interruzioni, Il melangolo 2006). Luce, oscurità e colore del desiderio. Un’eredità non ancora indagata della filosofia blochiana è il titolo della sua tesi di dottorato.







- Centro Studi Luigi Pareyson – Biblioteca di Filosofia,
Sergio Carletto, 
Oltre il teismo. Dio, verità e salvezza in Eberhard Jüngel
(Saggi, n 15), Centro Studi Filosofico-religiosi Luigi Pareyson,
 Trauben edizioni, 2007, Torino, pp. 296; 

dalla quarta di copertina:

Che ne è del pensiero di Dio nell’età del definitivo tramonto del teismo? La morte del Dio dei filosofi implica il tramonto della fede cristiana o ripropone al centro dell’esistenza teologica conemporanea una “theologia crucifixi”, che sappia porsi al di là della falsa antitesi tra teismo e ateismo? Sulla scia di Lutero e di Barth, ma anche di Nietzsche e Heidegger, il teologo evangelico tubinghese Eberhard Jüngel (Magdeburg, 1934) ha colto nel mistero trinitario, che si disvela nella croce di Cristo, il manifestarsi dell’amore gratuito di Dio nei confronti dell’umanità peccatrice.
Prendere congedo dal teismo, non implica affatto atteggiamenti rinunciatari del pensiero e della ragione, quanto la riscoperta di un Dio “più che necessario”, contro le ricorrenti tentazioni di “rifondare” il cristianesimo non sull’umiltà del verbum crucis, quanto su forme illusorie e idolatriche di trionfalismo ecclesiologico, ancorate a strutture di pensiero ormai incapaci di rendere seriamente ragione della nostra condizione epocale “post-secolare”.


Sergio Carletto (1968), laureato in Filosofia (Torino) e Magister in Scienze Religiose, ha perfezionato la sua formazione filosofico-teologica a Torino, Zurigo, Modena (Fondazione S. Carlo), Trento (ISR). Ha conseguito il Diploma di Alti Studi in Scienze della Cultura e il Dottorato di ricerca in Ermeneutica (Torino). I suoi contributi più rilevanti concernono la giustificazione per fede in Lutero e nella teologia evangelica novecentesca, l’ecumenismo cattolico-luterano, la teologia ermeneutica contemporanea e l’antitrinitarismo del Cinquecento. Docente di ruolo di filosofia e storia nei Licei, collabora col CESPEC (Cuneo) oltre a svolgere un dottorato in Filosofia tardo-antica, medievale ed umanistica (Università di Salerno). Pubblicazioni più significative: Ermeneutica della giustificazione. Lutero e le origini della Riforma, Torino 2001. Salvezza ed Ecumene. Il recente dibattito sulla dottrina della giustificazione per fede in Germania (1997-1999), Bologna 2003; La teologia ermeneutica di Gerhard Ebeling, Pisa, 2004.

Poesia Vagabonda 2008

Venerdì 3 ottobre ore 21
Teatro Garybaldi
via Garibaldi 4, Settimo Torinese

GETTATELI NELL'ORCO
Storie di pargoli e re, ponti e poeti
scritto e diretto da Marino Tarizzo

La storia è ambientata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando in Piemonte inizia a svilupparsi l’industria tessile e si intensificano le lotte sociali. L’inaugurazione del Ponte Umberto I° a Torino; la vita e le opere di un poeta operaio come Luigi Valsoano, sono i presupposti per una storia di alta solidarietà nella quale sono protagoniste centinaia di famiglie torinesi che offrirono ospitalità ai figli degli scioperanti della manifattura di Pont. Sul palco recitano Silvana Copperi, Sergio Notario, Caterina Piazza, Marino Tarizzo e Luigi Tribaudino; le musiche sono di Giorgio Agnetti e all’arpa troviamo Daniela Vendemmiati.


Sabato 11 ottobre ore 21
Teatro Garybaldi
via Garibaldi 4, Settimo Torinese

LA LUNGA MARCIA DI FRA DOLCINO
presenta l'Autore Luigi Tribaudino

Quando la "diversità" non è accolta è "inquisizione" in ogni tempo e luogo

lunedì 29 settembre 2008

domenica 28 settembre 2008

E' URGENTE VIVERE

La seguente preghiera è di Lucien Jerphagnon

il titolo è: QUAND'ERO FANCIULLO

Quand’ero fanciullo, Signore, non sapevo questo,
non sapevo che si può essere stanchi di sé e dirsi di aver fallito la propria vita.
Ho conosciuto molte tentazioni
ma questa è la più grande:
a volere una salute migliore,
uno spirito più brillante,
un corpo meno gracile,
una più alta istruzione,
una situazione diversa,
il successo, che alcuni hanno.
Scoprire presso altri cento occasioni che mi avrebbero servito
e cento facilità che non ho mai avuto.
Sapere che è urgente vivere
e troppo tardi per sognare
Sapere che l’impossibile non esisterà mai.
Sapere questo, o Dio, è già una gran luce
ed ecco che mi viene da dove non aspettavo nulla,
i sogni sono finiti.

Mi rimane la vita quella vera, quella che devo amare
la mia vita così come essa è:
la mia salute, malferma,
la mia carriera, oscura
e quanto mi rimane di ciò che non volevo
tutto questo Signore vorrei accettare
ed accettare me stesso per quanto povero io sia,
non più tormentarmi di cosa avrei potuto essere
e trovare la mia felicità nel fare ciò che posso fare in Te. Amen



                                                            Lucien Jerphagnon
                                                            da « Le matin vient… »
                                                            
preghiera riportata dal pastore metodista Luca Anziani,
dalla trasmissione radiofonica di radioraiuno:
Culto Evangelico,
del 31 agosto 2008

la preghiera è tratta da:
Comitato Italiano per la CEVAA, In Attesa del Mattino
raccolta di testi di fede, 
Stampato ma non pubblicato, 
Torre Pellice, 1991, p. 49.

sabato 27 settembre 2008

Culto a Biella - Domenica 28 settembre 2008


CHIESA  EVANGELICA  VALDESE
di  
BIELLA


Via Fecia, 9/c - BIELLA
Domenica 27 settembre 2008 
20a DOPO PENTECOSTE
ore 10
Testo della Predicazione: II Pietro 3,1-18

La venuta del Signore

1 Carissimi, questa è già la seconda lettera che vi scrivo; e in entrambe io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, 
2 perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti, e il comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli. 
3 Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi 
4 e diranno: «Dov'è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».
5 Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua;
6 e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì; 
7 mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi.
8 Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. 
9 Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. 10 Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate.
11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, 
12 mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! 
13 Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia.
14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace; 
15 e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; 
16 e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture.
17 Voi dunque, carissimi, sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza;
 18 ma crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen.


«Noi, oggi, a quasi venti di secoli di distanza, non possiamo dire davvero di aver compreso fino in fondo tutta la portata del messaggio di Cristo, di Cristo stesso. C’è ancora un di più da raggiungere»

- citazione da: Ugo Vanni, Lettere di Pietro, Giacomo e Giuda
(collana Leggere Oggi la Bibbia), Editrice Queriniana, p. 58) - .


Predicazione a cura di: Maurizio Abbà

Culto Evangelico 
di Ringraziamento 
per i Frutti della Terra


La Parola di Dio ci accusa ma non ci distrugge,
vuole farci pentire 
per liberarci dalla paura 
e salvarci 
con tutte le sue creature.




INVOCAZIONE: 
IL POTERE CHE STA DIETRO OGNI COSA

Eterno Iddio,
tu sei il potere che sta dietro ad ogni cosa:
dietro all'energia della tempesta,
dietro il calore del sole.

Eterno Iddio,
tu sei il potere che sta dietro ad ogni mente:
dietro la capacità di pensare e ragionare,
dietro ogni comprensione della verità.

Eterno Iddio,
tu sei il potere nascosto dietro la croce di Cristo:
dietro la debolezza, la tortura e la morte, 
dietro l'amore invincibile.

Eterno Iddio, noi ti adoriamo:
a te solo rendiamo il nostro culto. 
Amen

                                Book of Common Worship
           Presbyterian Church (USA) - leggermente adattato



Salmo
104

Lode a Dio per la bellezza del creato

1 Anima mia, benedici il SIGNORE!
SIGNORE, mio Dio, tu sei veramente grande;
sei vestito di splendore e di maestà.
2 Egli si avvolge di luce come d'una veste;
stende i cieli come una tenda;
3 egli costruisce le sue alte stanze sulle acque;
fa delle nuvole il suo carro,
avanza sulle ali del vento;
4 fa dei venti i suoi messaggeri,
delle fiamme di fuoco i suoi ministri.
5 Egli ha fondato la terra sulle sue basi:
essa non vacillerà mai.
6 Tu l'avevi coperta dell'oceano come d'una veste,
le acque si erano fermate sui monti.
7 Alla tua minaccia esse si ritirarono,
al fragore del tuo tuono fuggirono spaventate,
8 scavalcarono i monti, discesero per le vallate
fino al luogo che tu avevi fissato per loro.
9 Tu hai posto alle acque un limite che non oltrepasseranno;
esse non torneranno a coprire la terra.
10 Egli fa scaturire fonti nelle valli
ed esse scorrono tra le montagne;
11 abbeverano tutte le bestie della campagna,
gli asini selvatici vi si dissetano.
12 Vicino a loro si posano gli uccelli del cielo;
tra le fronde fanno udir la loro voce.
13 Egli annaffia i monti dall'alto delle sue stanze;
la terra è saziata con il frutto delle tue opere.
14 Egli fa germogliare l'erba per il bestiame,
le piante per il servizio dell'uomo;
fa uscire dalla terra il nutrimento:
15 il vino che rallegra il cuore dell'uomo,
l'olio che gli fa risplendere il volto
e il pane che sostenta il cuore dei mortali.
16 Si saziano gli alberi del SIGNORE,
i cedri del Libano che egli ha piantati.
17 Gli uccelli vi fanno i loro nidi;
la cicogna fa dei cipressi la sua dimora;
18 le alte montagne son per i camosci,
le rocce sono rifugio per gli iraci.
19 Egli ha fatto la luna per stabilire le stagioni;
il sole conosce l'ora del suo tramonto.
20 Tu mandi le tenebre e si fa notte;
in essa si muovono tutte le bestie della foresta.
21 I leoncelli ruggiscono in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.
22 Sorge il sole ed essi rientrano,
si accovacciano nelle loro tane.
23 L'uomo esce all'opera sua
e al suo lavoro fino alla sera.
24 Quanto son numerose le tue opere, SIGNORE!
Tu le hai fatte tutte con sapienza;
la terra è piena delle tue ricchezze.
25 Ecco il mare, grande e immenso,
dove si muovono creature innumerevoli,
animali piccoli e grandi.
26 Là viaggiano le navi
e là nuota il leviatano che hai creato perché vi si diverta.
27 Tutti quanti sperano in te
perché tu dia loro il cibo a suo tempo.
28 Tu lo dai loro ed essi lo raccolgono;
tu apri la mano, e sono saziati di beni.
29 Tu nascondi la tua faccia, e sono smarriti;
tu ritiri il loro fiato e muoiono,
ritornano nella loro polvere.
30 Tu mandi il tuo Spirito e sono creati,
e tu rinnovi la faccia della terra.
31 Duri per sempre la gloria del SIGNORE,
gioisca il SIGNORE delle sue opere!
32 Egli guarda la terra ed essa trema;
egli tocca i monti ed essi fumano.
33 Canterò al SIGNORE finché avrò vita;
salmeggerò al mio Dio finché esisterò.
34 Possa la mia meditazione essergli gradita!
Io esulterò nel SIGNORE.
35 Spariscano i peccatori dalla terra
e gli empi non siano più!
Anima mia, benedici il SIGNORE.
Alleluia.



PREGHIERA DI ILLUMINAZIONE: 
LA TUA PAROLA E' COME L'ACQUA

Signore, la tua Parola è come l'acqua:
rinfrescaci alle sue sorgenti, tuffaci nella sua corrente, trascinaci verso il suo mare.
La tua Parola è come il fuoco:
che essa ci rischiari senza abbagliarci, ci riscaldi senza bruciarci, ci infiammi senza divorarci.
La tua Parola è come il cielo: fa' che ci allarghiamo in essa,
affinché conosciamo l'altezza e la profondità di tutto ciò che esiste.
La tua Parola è come la terra: fa' che siamo radicati in essa,
affinché sperimentiamo la solidità e la costanza di tutto ciò che tu doni, 
esigi e prometti. Amen

                       André Dumas, da "Cent prières possibles" 



- In occasione della consegna delle terre tribali al governo degli Stati Uniti, il capo Seattle della tribù dei Duwamish fece questa riflessione sulle sofferenze inflitte al suo popolo dai nuovi arrivati.

Importa poco dove passeremo il resto dei nostri giorni. Ancora poche lune, pochi inverni, e più nessuno dei discendenti delle grandi tribù che un tempo si spostavano per questo grande paese e vivevano felici nelle loro case, protetti dal Grande Spirito, rimarrà per piangere sulla tomba di un popolo che fu più potente e più pieno di speranza del vostro. Ma perché dovrei piangere il destino del mio popolo? A tribù segue tribù, e a nazione segue nazione, come si susseguono le onde del mare. E' l'ordine della natura, il tempo della decadenza può essere lontano, ma viene sicuramente per tutti. Nessuno è esente dal comune destino. Nemmeno l'uomo bianco, il cui Dio cammina con lui e gli parla come un uomo fa con il suo amico. Quindi, dopo tutto, possiamo essere fratelli e sorelle. Vedremo. Una cosa sappiamo, che l'uomo bianco potrebbe scoprire un giorno: il nostro Dio è lo stesso Dio.

                                 Sealth detto Seattle, capo dei Duwamish, 1855



NON LA TERRA APPARTIENE ALL'UOMO,
MA L'UOMO APPARTIENE ALLA TERRA

" L'aria è preziosa per l'uomo rosso, perché tutte le cose
   partecipano allo stesso respiro
   - l'animale, l'albero, l'uomo -.
L'uomo bianco pare non sembra rendersi conto
che respira; sembra un morente insensibile al fetore.
Cos'è l'uomo senza gli animali?
Se tutti gli animali scomparissero, l'uomo morirebbe,
perché si troverebbe in una grande solitudine di spirito.
La sorte che tocca gli animali colpirà anche l'uomo.
Tutte le cose sono legate tra di loro.
Ciò che attenta alla terra, attenta anche al figlio della terra.
Lo sappiamo: la terra non appartiene all'uomo,
è l'uomo che appartiene alla terra.
L'uomo non ha creato il tessuto della vita;
ma ne è una fibra.
Ogni azione sul tessuto si ripercuote su di voi ":
"Sappiamo che l'uomo bianco non capisce la nostra razza.
Per lui ogni parte della terra si equivale,
perché è come uno straniero che viene di notte
a prendere dalla terra tutto ciò di cui ha bisogno.
La terra non la considera come suo fratello,
ma come il suo nemico,
e quando l'ha conquistata non si ferma.
Abbandona dietro di sé le tombe degli antenati
e non si preoccupa più di nulla.
Tratta la terra, sua madre, il cielo, suo fratello,
come degli oggetti da comprare o da saccheggiare
o da vendere come dei mattoni o delle pietre brillanti.
La sua fame divorerà la terra, lasciandovi dietro
un deserto ".

                                         Testimonianza di un pellirossa

(citazione da: Comitato Italiano per la CEVAA, Quando è Giorno?, 
Raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson, 
prima edizione Torre Pellice, 1988, 
seconda edizione Trieste, 1994,
stampato ma non pubblicato, p. 152).




PREGHIERA PER LA TERRA

Grazie, o mio Dio: ho ritrovato la mia amata sorella,
ho ritrovato la terra, mia sorella.
Essa è fatta della mia stessa argilla
E beve gli stessi raggi di sole.
E tuttavia ci eravamo persi di vista.
Non la guardavo più.
Non la frequentavo più.
Non ero più in comunione con lei.

Avevo creduto -
Avevamo creduto, fratelli e sorelle,
di poter fare a meno di lei.
Signore, la ritrovo infine,
ma malata, ferita, sfinita.
Tu ce l'avevi data vergine nelle nostre mani avide,
selvaggia ma addomesticabile.

Alcuni di noi l'hanno consegnata agli sfruttatori.
L'hanno costretta a prostituirsi,
per trarre da essa piacere senza limiti.
Ed ora, sfigurata e contagiosa
essa ci contamina, quando ci avviciniamo a lei.

Prenderò le sue difese, Signore.
Di lei che è senza braccia,
di lei che è senza voce.
Mi batterò per lei.
Perché tu me l'hai affidata, Signore:
a me,
a tutti.

Proteggendola,
e sviluppandola come tu desideri,
ancora una volta potrò essere salvo
insieme ai miei fratelli e alle mie sorelle.

                           Da "Propositions liturgiques" della
       Comunità ecumenica di lavoro chiesa ambiente. Svizzera


IL DESERTO CANTERA'

Il deserto canterà e si rallegrerà:
i luoghi aridi si copriranno di fiori.

Tutti vedranno la gloria del Signore:
vedranno la magnificenza del nostro Dio.

Dite a tutti coloro che sono ansiosi:
siate forti e non abbiate paura.

I ciechi recupereranno la vista:
i sordi ritroveranno l'udito.

Gli zoppi salteranno e danzeranno:
coloro che sono muti grideranno.

Trasformeranno le loro spade in aratri:
delle loro lance faranno ròncole.

Le nazioni vivranno in pace:
non impareranno più la guerra.

Questa è la promessa di Dio:
la promessa di Dio che sarà adempiuta.
Amen.

                         ispirato a Isaia 35 e Michea 4
             dalla liturgia della comunità di Iona (Scozia)




(le preghiere sono riportate da: Rete di Liturgia,
 n. 8, settembre 1999).


mercoledì 24 settembre 2008

Costruire Speranze

La speranza è il tema della VII edizione di "Torino Spiritualità"
Tra gli ospiti, anche il teologo protestante Juergen Moltmann

"Torino Spiritualità. Domande a Dio Domande agli uomini" (24-28 settembre), la manifestazione che annualmente si svolge nel capoluogo piemontese per approfondire le tematiche e le forme di pensiero che la spiritualità assume nelle varie culture e nei diversi orientamenti religiosi. "Speranze" è il tema di quest'anno: speranze intese "non solo come tensione verso il futuro, come tentativo di fiducia in quello che avverrà, o come memoria ed elaborazione del passato, ma come indagine responsabile del presente, come speranza attiva, concreta che si applichi e si riferisca alla quotidianità, che nel qui e ora ritrovi i nodi cruciali per avviare una riflessione esistenziale profonda", spiega il comunicato di presentazione dell'evento.
Un centinaio tra filosofi, teologi, storici delle religioni, scrittori, artisti, giornalisti, scienziati, personalità della politica e dell’economia, discuteranno attorno a tre ampie finestre di riflessione: le speranze dell'Italia, le speranze del mondo, e le speranze dell'individuo. Rispetto alle edizioni passate si presentano alcune novità che porteranno la manifestazione più a contatto con la città.
Il laboratorio "Taccuini metropolitani del sottosuolo", per esempio, accompagnerà i partecipanti in un percorso di ascolto, meditazione e scrittura nelle stazioni della metropolitana torinese; mentre durante l'intero periodo il pubblico verrà coinvolto nella redazione di un "Dizionario delle ragioni per le quali vale (ancora) sperare".

Nel ricco programma è previsto un incontro con il teologo protestante Juergen Moltmann che ha dedicato molta della sua carriera accademica alla formulazione di una teologia della speranza. Moltmann sarà intervistato dal professor Ugo Perone, venerdì 26 alle 16.30 presso il Circolo dei lettori. Due laboratori saranno organizzati dal Comitato Interfedi della città di Torino, del cui direttivo fa parte il pastore valdese Giuseppe Platone.

Per il programma completo degli eventi
si veda il sito internet:
http://www.torinospiritualita.org

Tratto da NEV - Notizie evangeliche del 17 settembre 2008
riportato anche dal sito: www.chiesavaldese.org

LE NOSTRE PICCOLE GRANDI PAROLE - 2


cucciolo di Loredana,
  grazie Piera della foto!



SOFFIO DEL CUORE DI DIO 

 Tu che mi invochi, tu che mi preghi:
ricordati, dice il Signore,
che da sempre io ti aspetto, e che, 
se ti allontani senza di me,
non smetto di ricominciare ad aspettarti...
Perché non ho più grande gioia
di quella di ritrovarci insieme.
Parola del Signore.

   Non dimenticare mai
che il mio Amore ti accompagna;
che vuole illuminare giorno e notte
il cammino della tua vita,
anche quando ti capita di non saperlo più.
Sì, io il Signore, ti ho scelta, ti ho scelto:
tu sei il mio figlio beneamato,
la mia figlia beneamata.

   Non aver più paura, solamente credi,
abbi fiducia in me,
così come io ho fiducia in te.
Parola del Signore.
    Amen!

                                 Isabelle Juillard - P.P.P. 2004


(citazione da:  Comitato italiano per la CEVAA Comunità di Chiese in missione, 
Un Sentiero nella Foresta
raccolta di testi di fede a cura di Renato Coïsson, 
Stampato ma non pubblicato, Torre Pellice (TO), 2006, p. 74).




martedì 23 settembre 2008

LE NOSTRE PICCOLE GRANDI PAROLE

Dio nostro, 
dacci
fiducia nel tempo
nei giorni in cui ci
pare di segnare il passo
o di regredire.
Non ti chiediamo né l’impazienza,
né la passività:
ti chiediamo che la pazienza del tempo
pacifichi
e ricostituisca le nostre vite.

          Ornella Gorani 
          della Chiesa Evangelica Metodista 
          di Bassignana (Alessandria)

ECOTEOLOGIA

Intervista
Sigurd Bergmann: "La teologia del compostaggio"

a cura di Luca Baratto e Gaëlle Courtens

Roma (NEV), 17 settembre 2008 - In vista della VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN), che si svolgerà dal 24 al 28 settembre a Triuggio (Milano), con il titolo: "La vera sfida del cambiamento climatico", la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha ricevuto oggi a Roma Sigurd Bergmann, docente di studi religiosi presso il Dipartimento di archeologia e studi religiosi dell’Università di scienze e tecnologia di Trondheim (Norvegia); nonché presidente del "Forum europeo di studi religiosi e ambientali", da lui fondato nel 2005. Il 20 settembre sarà a Milano per intervenire ad una Giornata di riflessione su "Ecoteologia. Una fede nel tempo che cambia", promossa dal Centro culturale protestante del capoluogo lombardo in collaborazione con la Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI. L'Agenzia stampa NEV lo ha intervistato.

Lei si occupa di ecoteologia. Quale nesso tra cambiamento climatico e fede? Penso che il cambiamento climatico stia portando ad un cambiamento anche della religione e delle sue istituzioni. Quando parliamo della salvaguardia del Creato non parliamo solo di etica o di ecologia. Parliamo delle forme di vita della persona umana, di concetti quindi che toccano nel profondo la nostra esistenza e quella degli altri. È storicamente appurato che i cambiamenti ambientali legati alla sopravvivenza dell'essere umano hanno sempre portato anche al cambiamento culturale. Senza rimettere in discussione la nostra fede non saremo in grado di trovare delle soluzioni percorribili al cambiamento climatico. Non escludo pertanto che in un futuro neanche troppo lontano possano mutare anche le strutture della fede. In un secondo momento ci si potrà anche chiedere come la religione abbia influito sul cambiamento climatico. Una domanda ancora troppo precoce, oltreché retorica, ma interessante.

Attraverso il suo Forum lei collabora anche con il Consiglio ecumenico delle chiese che da decenni si occupa di queste tematiche. Come vivere il rispetto per l’ambiente attraverso la testimonianza cristiana? Esistono innumerevoli modi ed approcci per essere cristiani ed ambientalisti. In molti ci interroghiamo sulla protezione del nostro pianeta. Ci sono vari livelli di approfondimento: abbiamo le singole comunità di fede che interagiscono a livello locale con i più disparati movimenti ambientalisti; poi ci sono i leader di chiese che producono ottima documentazione e prese di posizione in merito; e non ultimo c'è il mondo accademico che studia le interrelazioni tra organismi di chiese, istituzioni e attivismo ecologico. Purtroppo è molto scarso lo scambio tra queste diverse realtà. Con il Forum, tra le altre cose, cerchiamo di costruire delle reti che possano permettere una maggiore integrazione tra questi diversi piani di azione. Il Forum vuole essere uno spazio di comunicazione dove strutturare queste esperienze al fine di permettere un proficuo scambio di informazione.

E' corretto considerare l'ecoteologia una forma di teologia di liberazione della natura? Certamente la teologia della liberazione è una delle fonti a cui l'ecoteologia attinge. Non è l'unica, perché anche ambiti teologici più conservatori sono comunque in grado di formulare, per esempio, una critica del consumismo e a favore della difesa dell'ambiente. Da un punto di vista della teologia della liberazione, un testo biblico fondamentale è secondo me costituito dal capitolo 8 della lettera di Paolo ai Romani dove si dice che la creazione intera soffre con gli esseri umani e con essi attende la sua salvezza. C'è una sofferenza che l'intero Creato prova e condivide, e c'è anche una speranza, comune agli esseri umani e alla natura, di essere liberati da questa sofferenza. Da questo punto di vista Romani 8 è un brano completo: l'essere umano e il Creato sono uniti, la sofferenza sta insieme alla speranza di salvezza e liberazione, la scienza può avere un suo ruolo nell'individuare quali sono le sofferenze da cui la natura cerca di liberarsi, infine ci dice che là dove è lo Spirito, è anche la vita. Qui la teologia trinitaria si incontra con la riflessione della ecoteologia.

A livello concreto cosa possono fare le singole comunità per sensibilizzare i propri membri di chiesa? Il campo forse più proficuo è quello pedagogico. Con i bambini si possono fare tantissime cose: il giardinaggio per esempio è molto amato. Le chiese si possono anche interrogare su come utilizzare l'energia o su come riciclare i rifiuti; gli spunti biblici e pastorali in merito non mancano. In campo più propriamente liturgico ci si può chiedere che tipo di pane utilizzare per la Santa Cena. Accertarsi della provenienza della farina con cui è stato fatto, ovviamente lo stesso vale per il vino. Anche allo stesso battesimo ci si può accostare in modo ecologico: quale acqua usare? Ho lavorato anche con gli operatori cimiteriali ed è stata molto apprezzata una mia lezione sulla teologia del compostaggio. Piccoli accorgimenti che possono incuriosire i membri di chiesa, aumentando la loro consapevolezza in materia di rispetto per l'ambiente.

(citazione dal sito internet:
www.fedevangelica.it
in data martedì 23 settembre ore 17.50)

L’intervista, a cura di Luca Baratto e Gaelle Courtens, dell’agenzia NEV, è stata realizzata in vista della VII Assemblea della Rete cristiana europea per l’ambiente (ECEN), che si svolge dal 24 al 28 settembre a Triuggio (Milano),
con il titolo: "La vera sfida del cambiamento climatico”
(citazione dal sito: www.voceevangelica.ch)



Per informazioni:
Agenzia NEV - Notizie Evangeliche
Federazione delle chiese evangeliche in Italia
tel. 06/48.25.120
fax 06/48.28.728
e-mail: Agenzia Stampa NEV

PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO

SOCIALIA                                                                      SUNAS

Convegno

“il servizio sociale, la bioetica e la relazione di cura;
il ruolo della professione di aiuto per il testamento biologico"

Torino, 10 ottobre 2008, 
ore 9,30-16,30
presso l'Educatorio della Provvidenza, 
corso Trento n. 13


Programma:
MATTINO
Apertura Lavori- Intervento della Rappresentante dell’O.N. A.S.Dr.Cristina Odiard, della Presidente dell’O.R. A.S. Dr.B.Salvetti, Patrocinatori e della Presidente di Socialia A.S.Dr.M.C.Spallicci
Dr.Libero Ciuffreda- Il testamento biologico; il parere dell'oncologo
Avv.Giovanna Vernarecci - I confini giuridici dell'autodeterminazione
A.S.Dr.Nicola Martinelli - Metodologia e strumenti per attuare il testamento biologico
Dr.Riccardo Cecioni - L'etica clinica nella pianificazione anticipata dell'assistenza
Ore 12,45 – Intervallo
Ore 13,45 – Ripresa lavori
POMERIGGIO
Lavori sulla progettazione del ruolo e interventi dell'assistente sociale nell'ambito della bioetica. A.S.Dr.Patrizia Lisi- Promozione e difesa della vita; un nuovo spazio per l’Assistente Sociale. E’ prevista una parte teorica e una pratica di conduzione interattiva di gruppo, con stesura documento finale.


Per informazioni, prenotazioni, partecipazioni contattare via email: socialia@virgilio.it o cell.347.0907717, rilasciando i propri dati per le necessarie comunicazioni e iscrizioni. E’ previsto l’attestato di partecipazione.


Per chi fosse interessato, è possibile prenotarsi per un’escursione in Val Pellice per il giorno 11.10.2008, con partenza in treno FS a fine convegno o con mezzi propri. Il programma prevede pernottamento in alberghi di Torre Pellice (To), trattamento di pensione completa o mezza pensione e visite guidate da organizzazione turistica locale nei luoghi storici. Seguirà, per chi ne farà richiesta, programma dettagliato con indicazione località e costi.

CLAUDIANA EDITRICE


             logo della Casa Editrice Claudiana


(fonte: citazione da: http://it.wikipedia.org/wiki/Claudiana)

«Far conoscere in Italia i veri princìpi e la pura morale dell'Evangelo»
(Atto di fondazione della Claudiana)

La Claudiana (inzialmente il nome della tipografia, mentre la società si chiamava Société des Traités religieux pour l'Italie) è una delle più antiche case editrici italiane, fondata a Torino il 1° novembre 1855. Il nome Claudiana è un omaggio al vescovo Claudio di Torino (VIII-IX secolo), considerato un "precursore" dei valdesi per la sua lotta contro l'introduzione delle immagini sacre nelle chiese e per la sua attività di commentatore della Bibbia.
Oggi pubblica i classici del Protestantesimo, Martin Lutero, Giovanni Calvino, Filippo Melantone, Karl Barth, Paul Tillich, ecc. Tra gli autori degli ultimi decenni sono da ricordare Rolf Rendtorff, Gerd Theissen, Walter Brueggemann, N.T. Wright, Giovanni Miegge, Vittorio Subilia, Giorgio Spini, Giorgio Tourn, Giorgio Bouchard, André Gounelle, Gabriella Lettini e Fulvio Ferrario.

    Indice

. 1 Introduzione
. 2 Gli inizi (1855-1862)
. 3 Il periodo di Firenze (1862-1914)
. 4 La crisi (1914-1945)
. 5 Lo sviluppo (1945-1998)
. 6 L’oggi
. 7 Le librerie Claudiana
. 8 I direttori
. 9 Bibliografia
. 10 Collegamenti esterni


Introduzione

La sua storia può essere suddivisa in base ai suoi spostamenti. Dal 1855 al 1862 ebbe sede a Torino. Poi, sulla scia dello spostamento della capitale italiana a Firenze, nel 1862 si trasferisce nella nuova capitale dell'Italia in via dei Serragli. Nel 1924 si insedia a Torre Pellice, per poi far ritorno a Torino nel 1961. Fondata per volere di un gruppo di valdesi sulla spinta determinante del pastore di Torino Jean Pierre Meille, venne concepita come casa editrice di tutto l'evangelismo italiano, ma progressivamente strinse sempre più i suoi rapporti con la Chiesa evangelica valdese fino a divenirne la casa editrice nel 1924. Dal 2005, con una nuova forma societaria, una srl, ritorna ad essere espressione del protestantesimo italiano, essendone soci la Chiesa evangelica valdese, la Chiesa evangelica luterana in Italia, l'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia e l'Opera delle Chiese Evangeliche Metodiste in Italia.


Gli inizi (1855-1862)

Nel 1848 Carlo Alberto di Savoia concesse agli ebrei e ai valdesi del Piemonte i diritti civili mediante le cosiddette Lettere Patenti. Subito dopo la chiesa valdese avvertì l’esigenza di un proprio stabilimento tipografico. Tuttavia, solo dopo il 1° novembre 1855 fu possibile fondare una «Società dei Trattati religiosi per l’Italia» con sede a Torino, il cui fine era quello di «far conoscere in Italia i veri princìpi e la pura moralità dell’Evangelo». Nel 1858, grazie al dono delle «dame anglicane» di Dublino, fu aperta una tipografia, che inizialmente occupò otto persone, a cui venne dato il nome Claudiana a ricordo di Claudio, vescovo di Torino dall’816 all’828, considerato un precursore della Riforma per la lotta contro l’introduzione delle immagini sacre nelle chiese. Oltre a numerosi libri di controversia, nel 1860 Claudiana pubblicò il primo Nuovo Testamento (nella versione di Giovanni Diodati) stampato in Piemonte dopo il XVI secolo. Grande fu pure l’impegno per l’evangelizzazione dei soldati della seconda guerra d’indipendenza (1859).


Il periodo di Firenze (1862-1914)

Nel 1862 Claudiana venne trasferita a Firenze, accanto alla Facoltà di Teologia, a Palazzo Salviati, edificio donato dal pastore scozzese Robert Stewart, che divenne l’anima dell’editrice, retta da un comitato internazionale composto da valdesi, inglesi, scozzesi e americani. Inizialmente il presidente fu valdese (Paolo Geymonat) e il direttore scozzese. Dopo il 1890 ebbe inizio la lunga direzione del pastore valdese Odoardo Jalla. Fu il periodo di massima espansione: Claudiana pubblicava 80 titoli l’anno, aveva una rete capillare di venditori ambulanti, i «colportori», e di «donne bibliche», che andavano di casa in casa a leggere agli analfabeti (circa il 70% della popolazione). L’editrice compì inoltre una scelta popolare producendo un’enorme quantità di opuscoli, trattatelli, porzioni bibliche e così via. Nonostante l’ostilità del clero, in circa quarant’anni vendette 9,5 milioni di libri e oltre 6 milioni di periodici.
Al centro della produzione restava la Bibbia – il grande libro proibito del tempo – nella bella traduzione di Diodati, venduta al prezzo eccezionale di 1 lira (pari a circa 4 euro odierni), per cui ebbe una medaglia d’argento all’Esposizione di Torino del 1898. Molti erano anche i sussidi alla lettura: Il Compagno della Bibbia, il Dizionario Biblico, la Chiave Biblica e i Commentari. Nel settore della controversia si segnalano le 20 opere di Luigi Desanctis, già parroco della chiesa romana della Maddalena, tra cui la nota Roma Papale, sulla vita nella Roma di Pio IX. Molte le pubblicazioni in campo storico grazie all’infaticabile attività di Emilio Comba, fondatore della «Biblioteca della Riforma in Italia». Molti i titoli anche su «socialismo e cristianesimo». Nel 1915 Claudiana pubblicò un libro sul massacro degli armeni a opera dei turchi e I protestanti e la guerra per rispondere alle accuse contro i paesi protestanti.
Grande importanza ebbe la pubblicazione dei seguenti periodici:
L’Amico di Casa” (almanacco annuale dal 1854 al 1942) ideato da Costantino Reta e poi diretto da Desanctis, di cui ne furono vendute fino a 80.000 copie all'anno.

L’Amico dei Fanciulli” (dal 1870), primo mensile per ragazzi ampiamente illustrato, che vendette 10.000 copie poiché molte scuole di Stato vi si abbonarono.

L’Italia Evangelica”, mensile unitario per tutte le chiese evangeliche.

La Rivista Cristiana”, periodico di cultura diretto da Emilio Comba e pubblicato per 34 anni, che raggiunse un pubblico molto vasto.
Per soli due anni Claudiana pubblicò e sostenne anche “L’Avanguardia dei cristiano-sociale” (1908-1910), un foglio coraggioso su cui scrivevano i socialisti cristiani del tempo.

La crisi (1914-1945)

Nel 1914 Claudiana fu costretta a cedere la tipografia, divenuta troppo onerosa. Iniziarono tempi difficili: anno dopo anno gli aiuti dall’estero diminuivano, costringendo a frequenti collette. Molte chiese evangeliche in Italia fondarono proprie editrici, perfino i valdesi, che aprirono “La Luce”; nacquero anche importanti case private come “Doxa” di Giuseppe Gangale, “Gilardi & Noto” e altre. Nel 1924 la Tavola valdese rilevò quel che restava della gloriosa Claudiana e la trasferì a Torre Pellice fondendola con “La Luce”. Furono anni di declino. Nel 1932 l’editrice fu denunciata per vilipendio alla religione dello Stato per aver ripubblicato un vecchio libretto di Giovanni Ribetti, La messa in italiano e in latino. Il processo si concluse con un’amnistia ma la Tavola emanò ordini precisi: Claudiana doveva limitarsi a libri di edificazione e pietà, vale a dire meditazioni, sermoni e narrativa.

Lo sviluppo (1945-1998)

Alla fine della guerra Claudiana poté riprendere la pubblicazione di libri impegnativi come il Lutero di Giovanni Miegge (poi ceduto a Feltrinelli e ristampato da Claudiana nel 2003). Nel 1960 Luigi Santini, pastore di grande cultura, riportò l’editrice a Torino e iniziò alcune collane, tra cui la «Piccola collana moderna», tuttora esistente. Nel 1965 assunse la direzione il diacono Carlo Papini, che la resse per 33 anni. Pur proseguendo nelle linee tradizionali, Claudiana si aprì a nuove problematiche etiche e politico-sociali, tra cui il conflitto Israele-Palestina, la guerra del Vietnam, il rapporto tra cristiani e marxisti, ecologia e fede, l’apartheid, la lettura politica dell’evangelo, la teologia femminista, l’omosessualità, il divorzio e l’aborto. In campo storico, oltre ad alcuni saggi fondamentali sull’anabattismo e la Riforma in Italia, fu intensificata la presentazione di testi in italiano o tradotti.
Grande rilievo fu dato alle problematiche ecumeniche e del confronto con il cattolicesimo. Dopo le opere fondamentali di Vittorio Subilia (tradotte in molte lingue) furono pubblicati: Come il papa divenne infallibile di A.B. Hasler (che era stato acquistato da Mondadori, ma mai pubblicato), Contro il tradimento del Concilio, curato da Hans Küng e N. Greinacher, due libri fortemente critici sull’Opus Dei e Noi siamo chiesa, per far conoscere anche in Italia questo movimento critico del cattolicesimo. Claudiana cercò di dare spazio e voce a settori del dissenso cattolico («Comunità cristiana di base») che non ne avevano, in particolare pubblicando diverse opere di Franco Barbero, prete di Pinerolo. Durante gli anni della direzione Papini, Claudiana allacciò rapporti più stretti con i grandi editori protestanti nel mondo partecipando, a partire dal 1970, alla Fiera di Francoforte; si dotò inoltre di una rete commerciale di distribuzione in tutta Italia.

L’oggi

Gli ultimi anni dell’editrice Claudiana sono caratterizzati dal tentativo di migliorare la distribuzione commerciale e di allargare il mercato. Su questo fronte ricordiamo la produzione di libri per ragazzi, in collaborazione – tramite il Servizio istruzione e educazione – con la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che con pubblicazioni di grande successo – Il Popolo della Bibbia, Navigare nella Bibbia e la serie Bibbiapuzzle – ha inoltre permesso l’espansione sul mercato internazionale. Il Popolo della Bibbia, in particolare, è pubblicato in una ventina di paesi e tradotto in 12 lingue. Con pubblicazioni mirate si è poi cercato di interessare maggiormente l’area evangelica. Non vanno dimenticate le due collane di opere scelte dedicate a Giovanni Calvino e Filippo Melantone, nonché la collana «Strumenti», che accoglie i libri teologici e biblici indirizzati alle università e ai seminari.

Le librerie Claudiana

Le librerie Claudiana rappresentano una fondamentale vetrina verso la cultura italiana. Nate come strumento per la diffusione del libro Claudiana, hanno nel tempo sviluppato questa loro caratteristica. Sono inoltre diventate un luogo di fraternità, evangelizzazione e diffusione della Bibbia, nonché polo culturale aperto alle città. La prima libreria apre nel 1937 in un locale del Comune a Torre Pellice (Torino). Nel 1976 si trasferisce negli attuali locali di piazza della Libertà, dove rappresenta un importante punto di riferimento per la popolazione delle Valli e i turisti. La libreria di Torino (via Principe Tommaso 1) nasce agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso per volontà del pastore Teofilo Bert. Negli anni Sessanta ospita l’editrice che poi, negli anni Settanta, si sposterà in altri locali. A partire dagli anni Ottanta si specializza progressivamente nella saggistica, soprattutto teologia e scienze bibliche, ebraismo e letteratura per l’infanzia.
La Libreria di cultura religiosa di Roma (piazza Cavour 32), entrata a far parte del gruppo Claudiana nel 2004, fu aperta nel 1952 da Vittorio Subilia. Gli stretti contatti con la Facoltà valdese di teologia portarono alla specializzazione nei testi di teologia e scienze bibliche. La libreria di Milano (via Sforza 12a), inaugurata nel 1968, dal 1978 è ospitata nei locali messi a disposizione dalla chiesa valdese. Ha sviluppato un settore di ebraismo tra i più importanti in Italia e sul dialogo interreligioso, con particolare attenzione all’islam. Pubblica due bibliografie semestrali – Theologica e Judaica – reperibili sul sito della Claudiana. Collabora strettamente con il Centro culturale protestante di Milano. Nel 2000, nasce l’ultima Claudiana, a Firenze (Borgo Ognissanti 14/R), ospitata nei locali della chiesa battista e fortemente voluta dalle chiese locali. Nonostante le piccole dimensioni approfitta in parte del flusso turistico di passaggio e si è subito contraddistinta per la vivacità della sua offerta culturale. Nel 2007, su internet, è stata aperta la libreria on-line, www.librerieclaudiana.it.

I direttori

Jean-Pierre Meille (direttore dal 1855 al 1860), pastore del Risveglio, dà l’avvio a Claudiana; con lui l’evangelizzazione valdese nell’Italia del Risorgimento inizia come la Riforma con la Bibbia e il libro.

Odoardo Jalla (1890-1925) prosegue a Firenze l’opera del suo predecessore James Will; con un programma editoriale di notevole ampiezza inserisce l’evangelismo nella cultura italiana.

Roberto Nisbet (1952-1959), succeduto ai direttori Paolo Coisson e Roberto Jouvenal, con metodica perseveranza avvia il rilancio della Claudiana nell’ambito della chiesa.

Luigi Santini (1960-1962) compie due scelte fondamentali, quasi un ritorno alle origini: rilancia l’editrice con nuove collane e realizza il trasferimento da Torre Pellice a Torino.

Gino Conte (1963-1964) prosegue l’impostazione data da Santini. Fonda le due nuove collane «Ritratti storici» e «I testimoni». È l’ultimo direttore part-time.

Carlo Papini (1965-1998) porta la Claudiana a livello nazionale presentando il pensiero protestante al pubblico italiano con le nuove collane di storia, attualità, teologia. Apre al cattolicesimo critico e potenzia la traduzione di testi del protestantesimo mondiale.

Dal 1998 è direttore Manuel Kromer.


Bibliografia 

Claudiana 1855-2005. 150 anni di presenza evangelica nella cultura italiana, Claudiana, Torino 2005

Claudiana 1855-2005. Catalogo storico, Claudiana,Torino 2005

Collegamenti esterni 

Sito della casa editrice: www.claudiana.it


LA CASA DEI LIBRI


Libreria Claudiana

Indirizzo Via Principe Tommaso, 1
10125 Torino
tel. : 011 692458
fax: 011 6692458
e-mail:
libreria.torino@claudiana.it

Orari lunedì 15,00 – 19,00:
da martedì a venerdì 9,30 – 19,00
sabato 9,30 -12,30/15,00 – 19,00

Responsabili: Daniele Rostan, Lucilla Tron

Caratteristiche: scienze bibliche e religiose;
teologia; storia del pensiero
e delle idee; religioni e storia,
in particolare ebraismo e protestantesimo;
problematiche attuali sociali e politiche;
narrativa. Incontri, convegni, presentazione libri


Alberto Cavaglion

C’un grande bisogno di eretici, non solo a Torino, ma in tutta Italia. Le origini della Libreria Claudiana affondano nella storia della Riforma, una storia contrastata, in un Paese come il nostro, che è sato culla della Controriforma. La libreria di via Principe Tommaso è ancora oggi il luogo di ritrovo di tutte le minoranze ereticali, religiose, linguistiche, culturali.: uno spazio aperto che la cultura degli evangelici mette a disposizione di chiunque voglia difendere la libertà religiosa dagli assalti del conformismo.
Le minoranze, oggi, sono in crisi, al pari della maggioranza, perché si sono perse per strada le ragioni dell’essere eccentrici, minoritari, antipatici, scontrosi come erano gli indimenticabili e ultrasimpatici contadini ugonotti immortalati da Italo Calvino nel Visconte dimezzato. Qualcosa dell’originaria grazia delle valli valdesi, della piccola Ginevra che è Torre Pellice, si osserva dentro questa libreria torinese: un insieme salubre, fatto di profumi, di erbe mediche, di suoni e di balli popolari, echi di assemblee sinodali, di democrazia diretta, di emancipazione solidale. Molta importanza ha il fatto che la libreria si trovi nel cuore di San Salvario: dietro la chiesa valdese, a due passi dalla sinagoga, ma, soprattutto, nell’epicentro di una Torino multietnica. La libreria contiene un vasto assortimento di testi religiosi, edizioni in lingua originale, commenti, libri di teologia, una singolarità anche questa in una cultura come la nostra, dove la Scrittura degna di questo nome sembra essere diventata quella dei comici.
Entrando nella Libreria Claudiana, osservandone gli scaffali, guardando la estrema cura con cui la piccola editoria viene strenuamente difesa dallo strapotere della grande, non puoi dimenticare una certa quale sacralità del luogo dove ti trovi, una sacralità, naturalmente, laica, gobettiana, memore di quell’altra grande eresia del Novecento italiano che è stata la lotta partigiana, il partito d’Azione. Il visitatore non dimentichi che ad accoglierlo è il discendente diretto del venditore ambulante di Bibbie, opuscoli e porzioni di Scritture: il «colportore», una professione che meriterebbe di essere riscoperta. La Riforma qui è una sorta di abito mentale contro il dogmatismo del pensiero unico.



Alberto Corsani

A volte basta davvero una «quarta di copertina» a metterti sulla buona strada, a farti capire che quello è il libro che stai cercando. Non parlo di copertine accattivanti che solleticano il narcisismo del lettore. Parlo di quelle «difficili» che non nascondono la difficoltà del volume; che ti dicono, senza mezzi termini, che se lo compri il tuo lavoro di lettore sarà impegnativo. Ma, si presume, sarà ben ripagato.
Al lettore tosto, pronto ad accettare queste sfide, si rivolgono le vetrine della Libreria Claudiana di Torino. Forte di una tradizione di dedizione alla pagina scritta, all’interno dell’ambiente protestante in cui sorge (dietro il tempio valdese, dal cui angolo «vede» anche la vicina sinagoga), per il cliente «normale» rappresenta una sfida che consiste nel non lasciarsi spaventare dai titoli disposti l’uno accanto all’altro; si tratta di cogliere un senso nel percorso lungo il quale si affastellano gli oggetti-libro: non ne vedrete decine di copie ammonticchiate a fare richiamo. No, una ti basti, amico lettore, perché tu cliente non sei un cretino, e se accetti la mia sfida sei pronto a cercare non la ridondanza ma il richiamo fra un libro e l’altro. Hannah Arendt e i Padri della Chiesa, Zambrano e Kierkegaard, l’antichità classica e la narrativa americana, il grande classico e Philip Dick o Matheson.
Di fronte a queste vetrine si vede una battaglia, un po’ fuori moda, un po’ condotta contro i mulini a vento: quella che nasce dalla convinzione che la cultura ha poco a che fare con l’effimero. Perciò se cerchi un libro, e non lo trovi, puoi comunque discuterne; puoi cercarne gli antecedenti e i riferimenti, cercare altri titoli e sapere quali sono i «link» per inseguire correnti, autori, passaggi da un editore all’altro. Ben prima dell’avvento della navigazione in Internet, un’abitudine si è fatta strada tra i frequentatori della libreria: individuare le trame invisibili fra le novità, le riproposte e i troppi titoli che vengono prepensionati «fuori catalogo», o rinvigoriti da un passaggio in «tascabile» che farà perdere un po’ di eleganza ma si rivolgerà a un più vasto pubblico.


(citazione da: Comitato Librai Indipendenti – Torino; Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura; Regione Piemonte, La via del libro Guida alle librerie e alle biblioteche pubbliche di Torino e dell’area metropolitana, 2006, pp. 24-25).