mercoledì 28 maggio 2008

Comuni marziani

mercoledì 28 maggio 2008 ore 21.00
presso il Teatro sociale, piazza Martiri 2 Biella

"Comuni Marziani ovvero dell'omosessualità e dell'affettività"
di Aldo Torta e Stefano Botti con Rebecca Rossetti, Francesca Cinalli, Francesca Brizzolara, Aldo Torta, Stefano Botti, Marco Mazza. Musiche Paolo De Santis.

TECNOLOGIA FILOSOFICA in collaborazione con la: Fondazione Circuito teatrale del Piemonte. Al centro dell’indagine è l’identità sessuale esplorata nell’universo adolescenziale, del quale sono affrontati gli aspetti delicati connessi al percorso di coming out , compresi la relazione con la famiglia, in particolare con la figura della madre, il rapporto con il mondo giudicante e il meccanismo delle etichette, il principale freno nel dichiararsi agli altri. Lo spettacolo è il frutto di un percorso attraverso cui la compagnia si è cimentata nella scoperta di quella sottile linea d’ombra che non ha età e che costituisce il passaggio dell’individuo da una fase di non accettazione e spesso di solitudine – in cui ci si sente “sbagliati” , “marziani” appunto – ad una fase di riconoscimento di se stessi, di confronto e di accettazione.

Allo spettacolo seguirà il dibattito:
"Scuola e omosessualità, come e perché parlarne"

relatori: Gigi Malaroda (insegnante e rappresentante Coordinamento Torino Pride) Roberto Emprin (Servizio LGBT Comune di Torino) e gli attori dello spettacolo.

martedì 27 maggio 2008

27 maggio 1525

Il 27 maggio 1525 veniva ucciso Thomas Müntzer
per saperne di più qui e qui

lunedì 26 maggio 2008

Battesimo di Francesco Noah (2)


La veglia nella baita dell’eretico

Tratto dall'ultimo numero di Valdesi a Biella.
A cura di Tavo Burat


Giacomo Calleri, un amico.

Il 26 gennaio abbiamo perso Giacomo Calleri, nato a Graglia nel 1928: poeta, scrittore, ma soprattutto maestro d’umanesimo nostrano e patriota piemontese. Sarà ricordato per i suoi libri di rigore scientifico sulla Bessa e sugli Alpeggi biellesi, e le sue collaborazioni ai periodici locali. Ma noi vogliamo ricordarlo come studioso della Bibbia e amico dei Valdesi. Allorché il cardinale Pellegrino proibì la Messa in piemontese, egli disse: “Ebbene, andiamo a bussare dai Valdesi”. Ed è così che abbiamo incontrato il pastore E. Ayassot e si è iniziata la consuetudine del culto nella
nostra lingua a Piedicavallo. Nell’agosto 1973 abbiamo preparato il “Laudari cristian” con le traduzioni del poeta cattolico Camillo Brero, stampato da “Radio Tupamara” degli anarchici biellesi. Nei primi anni ‘80, a Graglia, insieme abbiamo posto una lapide in memoria di Timoteo Corlando (1860-1936) che dirigeva la Comunità dei Fratelli di colà, e fu grande testimone della libertà della parola in tutto il Biellese, collaborando anche con la Chiesa Valdese. Calleri non era un “rassegnato”, non “lasciava che l’acqua scendesse per il suo verso”, ma ascendeva in cerca di sorgenti. Era pure un cercatore d’oro nelle sabbie dell’Elvo. E noi lo ringraziamo perché ci ha accompagnato “parlando in salita” e ci ha aiutato a trovare scaglie d’oro nella vita.

venerdì 23 maggio 2008

giovedì 22 maggio 2008

LA NOSTRA ZONA - CINEMA E ADOLESCENZA

La Nostra Zona, II edizione del progetto patrocinato dal Ministero della Solidarietà Sociale che ha ricevuto il sostegno della Commissione Europea-Programma Gioventù in Azione e dalla Regione Piemonte, si terrà a maggio-giugno 2008 a Torre Pellice (To).
L'organizzazione e la direzione artistica sono affidate a un gruppo di giovani fra i 13 e i 21 anni che vive nella CSD Comunità Alloggio Uliveto a Torre Pellice (To). La comunità per minori è gestita dalla Diaconia valdese e accoglie ragazzi e ragazze indifferentemente dalla loro confessione religiosa. I giovani sono provenienti da diversi ceti sociali e da ambienti differenti.
Giovedì 22 maggio inizierà ufficialmente l'edizione 2008 de "LA NOSTRA ZONA" con un'anteprima assoluta per il Piemonte. Tutte le serate saranno a ingresso gratuito:

Giovedì 22 maggio 2008 - ore 21 Sala Albarin - via Beckwith 49 Luserna San Giovanni (TO)
Bloom culture teatri - Compagnia del Pratello di Bologna VOI CAVALIERI VAGABONDI
di Paolo Billi
Ragazzi dell'Istituto Penale Minorile (IPM) che, da liberi, hanno voluto continuare l'esperienza teatrale. Giovani di comunità educative per minori. Studenti di un liceo bolognese. Sono gli attori di uno spettacolo elaborato nei laboratori di scrittura creativa all'interno del carcere. Un reading sui generis di cartoline scritte da giovani "fuori" per giovani "dentro". E viceversa. Parole e immagini in movimento, dall'interno dell'adolescenza.La compagnia, costituita a Bologna nel 1996, coinvolge professionisti del teatro e non professionisti.

Giovedì 29 maggio 2008 - ore 21 Sala Albarin - via Beckwith 49 Luserna San Giovanni (TO)
COME PRIMA di Mirko Locatelli con Fabio Chiovini, Mattia De Gasperis, Giuseppe Cederna, Antonio Pisu, Adele Castiglioni

Andrea, 17enne milanese, vive in un quartiere popolare. A causa di un incidente in motorino diventa tetraplegico. È il momento di riscoprire il suo mondo: la casa, la stanza, i familiari, gli amici. Tutti si sforzano per far sembrare tutto "come prima". Il ragazzo incontra l'ignoranza, i disagi, la paura. Lo scontro più duro riguarda suo padre, che torna per dovere accanto ad Andrea. La storia di un ragazzo "speciale" non perché disabile, ma come ogni adolescente che cerca una strada. Un film girato in digitale con un cast di attori non professionisti e la partecipazione di Giuseppe Cederna. Primo premio al Pieve Corto e Menzione della giuria al Bellaria Film Festival. Mirko Locatelli, regista e co-sceneggiatore, e Giuditta Tarantelli, sceneggiatrice, parteciperanno alla proiezione del film.

Giovedì 5 giugno 2008 - ore 21 Sala Albarin - via Beckwith 49 Luserna San Giovanni (TO)
SOTTO LA STESSA LUNA di Carlo Lugliocon Franco Melone, Oliver Andelkovic, Samantha Andelkovic, Pavel Nenadovsky, Nino Smajovic, Giuliana Corona

Pavel e Oliver: due adolescenti Rom nella periferia di Scampia, a Napoli, sullo sfondo della faida camorristica. All'interno del campo Rom e all'esterno un minimo comune denominatore: storie di vite ai margini con una loro disperazione intrinseca, ma con la forza vitale tipica di chi deve sbarcare il lunario calpestando quotidianamente la propria dignità per sopravvivere. Premio d'arte e d'essai al Festival di Locarno, il film trae spunto da un episodio accaduto realmente nel 2004, quando nel campo nomadi di Secondigliano "o'sistema" uccise barbaramente due giovani. La notte seguente si verificò l'esodo silenzioso di tutta la comunità nomade, terrorizzata dalla violenza della criminalità organizzata.Il regista Carlo Luglio presenterà il film insieme a Gaetano Di Vaio, dell'associazione "Figli del Bronx" che l'ha prodotto, e ai due giovani protagonisti.

Dal 12 al 15 giugno 2008 Torre Pellice (To) Laboratorio 70 ore LA NOSTRA ADOLESCENZA Concorso Giovani Corti - Premio Claudia Jalla
Per le strade di Torre Pellice, tre gruppi di giovani, tre troupe selezionate, gireranno il loro cortometraggio in 70 ore. Un tutor professionista li aiuterà nell'impresa.

Domenica 15 giugno 2008 - ore 21 Prato del Liceo Valdese - via Beckwith 1 Torre Pellice (TO)
PREMIO GIOVANI CORTI - CLAUDIA JALLA Festa conclusiva con premiazione e concerto di INOKI e RAGIN KIZ

Dopo la proiezione dei corti finalisti del "Laboratorio 70 ore" e la premiazione del vincitore, grande concerto di INOKI. Giovane talento, Fabiano Ballarin, detto Inoki, cresce nella scena di Bologna, con le sue prime esperienze dal vivo all'età di 16 anni. L'ultimo album, "Nobiltà di strada", con i singoli "Sentimento reciproco" e "Il mio paese se ne frega", hanno portato la sua musica hip-hop in giro per tutta l'Italia. Apriranno il concerto i giovani Ragin Kiz. La serata si terrà nell'ambito del festival organizzato dall'associazione SPAD.
Numerose e provenienti da tutta Italia sono le idee soggetto inviate dai gruppi di giovani che hanno voluto partecipare alla II edizione del Concorso Giovani Corti - Premio Claudia Jalla. I gruppi autori delle idee-soggetto finaliste, sul tema "La nostra adolescenza". saranno invitati a Torre Pellice (To) dove, dal 12 al 15 giugno 2008, affiancati da un tutor tecnico-artistico, realizzeranno un cortometraggio sulla base dell'idea-soggetto inviata e nel corso di un laboratorio di 70 ore. Al migliore cortometraggio sarà assegnato il Premio (500 €) dedicato a Claudia Jalla, psicologa e direttrice della Comunità Alloggio Uliveto fino al 2005.

Per approfondire:
I comunicati stampa e il flyer dell'edizione 2008
Partner e staff
L'edizione 2007
"Secondomondo", il cortometraggio realizzato nel 2007 dai/lle giovani della CSD Comunità Alloggio, si può guardare su YouTube
"Diversi sguardi olimpici", videoreportage prodotto e montato alla CSD Comunità Alloggio Uliveto e vincitore del Premio Ilaria Alpi 2006, si può guardare sul sito gnomade.net

Segreteria organizzativa e ufficio stampa
CSD Comunità Alloggio Uliveto Via Angrogna 18 - 10066 Torre Pellice (To)Tel. 0121 953122 Fax 0121 953125 lanostrazona@gmail.com


martedì 20 maggio 2008

lunedì 19 maggio 2008

venerdì 16 maggio 2008

Domenica 18 maggio

da Montségur al Monte Rubello
dai Catari a fra Dolcino

La chiesa evangelica valdese di Aosta, per tenere desta la memoria e perché non si ripetano gli eccidi del passato, ricorda lo sterminio dei Catari e il martirio di fra Dolcino e Margherita, con la proiezione del film documentario:

“Ammazzateli tutti, Dio riconoscerà i suoi”
di Werner Weick

con presentazione del Prof. Gustavo Buratti (detto Tavo Burat) della Chiesa valdese di Biella e coordinatore del Centro Studi Dolciniani.
Il documentario (durata 55 minuti) è stato girato anche in Valsesia e nel Biellese da una troupe della TV Svizzera, ed è stato mandato in onda dalla TSI il 15 novembre scorso.
Ebraismo, cristianesimo e islam hanno la stessa origine semitica e possono essere viste come un grande sistema religioso comune. Ma ognuna delle tre religioni pretende, sia pure con sfumature diverse, di essere depositaria dell’unica vera fede. Questa pretesa di assolutismo ha disseminato la storia di lutti e di massacri.

Sul finire del XII secolo la chiesa di Roma ispirò e diresse la crociata contro i catari o albigesi nel Mezzogiorno nella Francia. Ci vollero vent’anni di guerra e cento di inquisizione per stroncare gli ultimi focolai eretici. La crociata distrusse l’autonomia della civiltà provenzale.

La stessa logica repressiva colpirà poi altri gruppi eretici che reclamavano una chiesa libera dalle pastoie del potere. Col rogo di Dolcino, capo carismatico degli apostolici, si annienterà anche l’autonomia della montagna valsesiana e biellese.


SABATO 17 MAGGIO alle 16.30
presso i locali della Chiesa valdese
di Via Croix de Ville, 11 – Aosta
Ingresso libero

Confronti

giovedì 15 maggio 2008

DOLCINO l'eretico

video

Presentazione a Torino

Presentazione del Dizionario di teologia evangelica
Bolognesi Pietro, De Chirico Leonardo, Ferrari Andrea Edizioni Uomini Nuovi (EUN)

Il volume - 849 pagine, 600 voci trattate - a cui hanno lavorato oltre 200 tra redattori e collaboratori e massimi esperti di teologia italiani e internazionali, «rappresenterà - spiega l'editore - un prezioso aiuto per tutti coloro che studiano la Bibbia e che desiderano approfondire i temi chiave del pensiero teologico evangelico classico»Il dizionario, che l'editore definisce «un'autentica pietra miliare nel campo dell'evangelismo italiano», curato da Pietro Bolognesi, Leonardo De Chirico e Andrea Ferrari, verrà presentato

Giovedì 29 maggio ore 21.00 nella
Chiesa Apostolica
Via Caluso 26 (zona corso Grosseto) Torino

con la presenza del co-autore Pietro Bolognesi
e la partecipazione dei pastori
Giuseppe Platone e Rino Sciaraffa

Descrizione: Una novità assoluta per l'editoria evangelica italiana Perché un “Dizionario di teologia evangelica”? Quello che fino ad oggi è stato un sogno di molti, è finalmente realtà: un “Dizionario di teologia evangelica” a cura di Pietro Bolognesi, Leonardo De Chirico, Andrea Ferrari. Da alcuni anni, la produzione editoriale evangelica in Italia, sta registrando un notevole incremento. Sono state tradotte e pubblicate in italiano numerose opere e vengono coperti settori anche assai diversi. Mentre un tempo certe opere erano accessibili solo a pochi privilegiati, oggi sono a disposizione di molti. A ben vedere però, mancava un'opera di riferimento generale come un Dizionario teologico. Uno strumento di consultazione in grado di rappresentare il meglio della produzione teologica internazionale. - Più di 500 voci che intrecciano gli elementi biblici, storici, teologici e pratici- Più di 150 redattori e collaboratori- Interamente pensato in Italia, ma con il meglio della teologia evangelica mondiale- Rappresentativo del pensiero evangelico classico- Uno strumento autorevole ed indispensabile per pastori, studenti e cultori della teologia- Informativo e formativo- Ogni voce fornisce lo 'stato dell'arte' del tema e una bibliografia che privilegia le opere italiane e/o in traduzione italiana
Ingresso libero

martedì 13 maggio 2008

La tregua

Dalla trasmissione Cult Book di Rai Educational
Primo Levi - La tregua

Aiuta la popolazione del Myanmar

Roma (NEV), 7 maggio 2008
Gli evangelici italiani partecipano alla mobilitazione internazionale di aiuti umanitari in favore della popolazione del Myanmar, colpita lo scorso 3 maggio dal ciclone Nargis, che ha provocato migliaia di morti e dispersi e ha lasciato oltre un milione di persone senza casa, acqua potabile ed energia elettrica. La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), infatti, ha aperto una sottoscrizione destinata all’organizzazione Action by Churches Together (ACT) International, agenzia umanitaria promossa dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Federazione luterana mondiale (FLM). “Speriamo che, come in precedenti occasioni, le nostre chiese rispondano in maniera generosa – ha dichiarato Laura Casorio, segretaria esecutiva della FCEI –, nel segno di una solidarietà vera, sentita e concreta”.“Grande sofferenza e tristezza” sono state espresse dal segretario generale del CEC, Samuel Kobia, in una lettera al Consiglio delle chiese del Myanmar, in cui annuncia la mobilitazione delle chiese membro del CEC e dell’ACT in molti paesi. Facendo riferimento agli ostacoli posti dalla giunta militare del paese asiatico all’ingresso di soccorritori stranieri, inoltre, Kobia ha espresso la “speranza che il governo del Myanmar faciliti l’accesso e fornisca la necessaria assistenza ai soccorritori internazionali e alle agenzie di aiuto umanitario, per agevolare le operazioni di soccorso nelle aree colpite”. Tra le altre istituzioni evangeliche prontamente impegnate negli aiuti umanitari al paese asiatico, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI), attraverso l’Agenzia umanitaria di soccorso e sviluppo dell’Alleanza battista mondiale BWAid, l’Agenzia avventista per lo sviluppo e il soccorso ADRA e l’Esercito della salvezza.
Per contribuire: ccp n. 38016002 (IBAN: IT 54 S 07601 03200 000038016002), intestato a Federazione delle chiese evangeliche in Italia, via Firenze 38, 00184 Roma; causale: “Emergenza Myanmar”.

venerdì 9 maggio 2008

Contro la Chiesa gerarchica di Ruini e Ratzinger

Un 8 per mille democratico. Firma e diffondi l’appello

Lella Costa: "Perchè l'otto per mille alla Chiesa Valdese" (AUDIO)
"Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa."
Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso...
L'appello promosso da MicroMega è stato sottoscritto anche da personalità del mondo cattolico con questa nota aggiuntiva: "Noi cittadini cattolici, che tentiamo di testimoniare nella vita sociale ed ecclesiale un fedeltà la più coerente possibile al Vangelo e quindi critici e scandalizzati nei confronti di una politica dei vertici ecclesiastici sempre più tesa a usare il potere che deriva dal danaro, dalle clientele, dalle influenze politiche, dal dominio sulle coscienze per condizionare la politica degli stati e in particolare di quello italiano, riteniamo legittimo e forse doveroso negare a questo potere ecclesiastico il sostegno dell’8 per mille IRPEF."
don Enzo Mazzi, Giovanni Franzoni, don Vitaliano Della Sala, don Raffaele Garofalo, don Gianni Alessandria, don Roberto Fiorini, don Franco Barbero, Francesco Zanchini, don Bruno Ambrosini, don Aldo Antonelli, Domenico Jervolino, Giulio Girardi...FIRMA ANCHE TU!

Le libertà e la democrazia

La scheda del libro qui

giovedì 8 maggio 2008

Valdesi a Biella

Per ricevere la versione digitale, scrivici qui

Lo sterminio dei Catari (Atlantide - La7)

Prima parte


Seconda parte


Terza parte


Quarta parte


Quinta parte


Sesta parte

martedì 6 maggio 2008

Settimana Francese

Frammenti e riflessi di memoria

Torino - "Frammenti e riflessi di memoria": è il titolo della presentazione del libro "Lingue perdute (e parole ritrovate)" della giornalista biellese Anna Piovesan. L'iniziativa, che si svolgerà mercoledì 7 maggio alle 17,30 nella Biblioteca civica "Primo Levi" di via Leoncavallo 17 a Torino (la nuova struttura ricavata nell'ex fabbrica Ceat di Barriera di Milano) sarà presentata dal giornalista ed ex deputato Giorgio Gardiol e vedrà la partecipazione di Victoria Munsey, formatrice ed esperta di comunicazione, Giorgio Bouchard, ex moderatore della chiesa valdese, storico e saggista, Massimo Long animatore della chiesa valdese di Torino e l'autrice. Il libro è frutto dell'incontro fra Tavo Burat (Gustavo Buratti) cercatore di lingue perdute in tutto il mondo, scrittore di poesie haiku in piemontese, fra i fondatori e segretario dell'Associazione Internazionale per la difesa delle lingue e delle culture minacciate, e la giornalista free lance Anna Piovesan, "raccoglitrice di parole ritrovate - come lei stessa si definisce" che ha ricomposto in una certa luce una piccola serie di storie invisibili: una sionera, tre sartine, alcuni professori, un viaggio fra Tolosa e il Giappone, l'incontro con Pasolini e molto altro ancora. Il libro, diffuso in occasione della fiera di Roma dei piccoli editori "Liber libri", svoltasi nello scorso dicembre, è pubblicato a cura della casa editrice romana "Sovera". Nella sua prefazione Domenico Maselli, attuale presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, già ordinario all'Università di Firenze di Storia del cristianesimo e studioso dei movimenti eretici, immagina di poter chiamare queste pagine "frammenti di dialogo fra due anime".

lunedì 5 maggio 2008

Gli evangelici a Biella

Il testo di Tavo Burat è tratto integralmente da

“Le pietre della libertà” (12/2005)

La pubblicazione, curata da Anna Piovesan, è stata realizzata dal Circolo culturale valdese di Biella in occasione dei 110 anni dalla costruzione del tempio valdese di Piedicavallo (1895-2005).
Comprende altresì gli interventi di Marvi Revelli, Eugenio Bernardini, Davide Bazzini.



Eretici o evangelici?

Gli stranieri della Bibbia
e del libero predicare nel cattolico Biellese

In Inghilterra vi era un gruppo di esiliati italiani che conobbero l’evangelismo e poi lo importarono in Italia. Fra di essi, il conte Guicciardini (discendente diretto del famoso storico Francesco) e il poeta Teodoro Pietrocola Rossetti. In un primo tempo vi fu una certa collaborazione tra i valdesi emigrati dalle valli e questi profughi, che, in origine, erano soprattutto degli esiliati politici.
Fu un’intesa che durò poco, in quanto i valdesi erano molto più moderati dal punto di vista politico, mentre tra gli evangelici dei Fratelli c’era soprattutto una corrente politicamente più impegnata. Mi riferisco, ad esempio, al prof. Mazzarella, che era politicamente perseguitato.
Questo gruppo di evangelici, di origine toscana, si impiantò in Piemonte soprattutto ad Alessandria ed a Spinetta Marengo, dove si trovava il centro propulsore di queste chiese libere dei Fratelli. Si trattava di chiese che adottavano un certo principio anarchico, in quanto non avevano nè registri nè iscrizioni nè pastori per cui è anche difficile farne la storia (anche se ne esiste una molto ben fatta del prof. Maselli).
Erano politicamente insofferenti della moderazione; siamo, infatti, nel decennio cavouriano, 1851-1861 e non si voleva rendere troppo difficile la politica del governo, per cui si era normalmente moderati. Molti Fratelli non avevano occupazione ed erano sostenuti anche da missionari inglesi che intendevano impiantare chiese dei Fratelli e comunità un po’ ovunque, senza preoccuparsi delle difficoltà che potevano creare.
I cattolici erano, infatti, in prima linea nel denunciare ogni tentativo di fare qualcosa al di fuori dei canoni della chiesa ufficiale.

Colportori da Alessandria

Fu così che da Spinetta Marengo cominciarono a inviare dei colportori in altre parti del Piemonte. Colportore è una parola di origine francese, colporteur, che significa venditore, distributore, in quanto venivano diffusi, ai mercati o con banchetti, bibbie o libri gratuitamente o per pochi centesimi. Questo fatto preoccupava enormemente i cattolici.
Nel Biellese la prima notizia diretta che abbiamo ci viene da una pastorale del vescovo Giovan Pietro Losana, il quale mette in guardia i parroci perché stavano arrivando nel Biellese “questi messi diabolici i quali corrompono le buone popolazioni locali”.
C’è da dire che Losana non era certamente nemico del clero giansenista, in quanto di origine liberale, con parecchi zii giacobini.
Potrebbe quindi meravigliare, sotto un certo aspetto, questa durezza nei confronti dei poveri evangelici che venivano considerati come degli accattoni o degli zingari. La si può invece capire proprio per il fatto che Losana era tenuto d’occhio, in quanto ritenuto “amico dei nemici”;
Egli voleva dimostrare di non essere assolutamente tollerante verso nessuna forma di dissenso religioso. Il primo che arrivò da noi, inviato dai Fratelli di Spinetta Marengo, fu un colportore, Lorenzo Beruatto, che trovò un terreno così favorevole che, ritornato a Spinetta chiese di mandare quelli che allora si chiamavano degli operai evangelici. E fu così che nel 1857 arrivarono da Spinetta gli “evangelisti” Francesco Lagomarsino, Giuseppe Manenti e Carlino Zanin, che operarono con molto entusiasmo.
In principio trovarono terreno favorevole e affittarono un locale in Biella Piano, poi si trasferirono nella Strada Maestra (diventata poi via Umberto e oggi via Italia) e riscontrarono una affluenza notevole, organizzarono dei dibattiti e invitarono il prof. Mazzarella.
È abbastanza interessante che il giornale “Eco del Mucrone”, di simpatie liberali, senza prendere alcuna posizione, abbia dato notizia dell’arrivo degli evangelici ed abbia pubblicato contemporaneamente, nella stessa pagina, la protesta che il vescovo rivolgeva nei confronti del governo norvegese, che trattava male i cattolici in Norvegia.
Losana diceva che le minoranze dovevano essere protette in quanto sono anche loro cristiane e quindi se i luterani si ritengono cristiani perché perseguitano i poveri cattolici?
A fianco vi era l’altro articolo con gli improperi che il Losana indirizzava a questi poveri evangelici arrivati a Biella.
Pur non essendoci commenti, mi sembra che questo giornale affrontasse la questione in modo abbastanza coraggioso.
Evidentemente il Vescovo Losana, che era considerato politicamente amico dei liberali, non tollerava questa situazione e cominciò a premere sull’autorità di polizia, la quale mise alla porta della sala di culto due poliziotti.


Guardie mandate dal Vescovo

Essi dovevano controllare chi entrava e chi usciva mettendo in evidente imbarazzo i frequentatori; coloro che prima venivano tranquillamente, dopo aver visto i carabinieri alla porta, cominciavano a preoccuparsi di essere arrestati.
A quel punto le frequenze cominciarono a diminuire. Lamarmora, che veniva a trascorrere le vacanze nella sua casa al Piazzo ed era amico di monsignor Losana, si mostrò disponibile alle sue rimostranze. Lamarmora, che diventò anche presidente del consiglio, diceva che l’Italia doveva gloriarsi della sua unità di lingua e di religione e non avere un’accozzaglia di lingue e religioni come l’Austria e l’Ungheria. Questi poveretti si trovarono alla fine evidentemente disagiati e non riuscivano più a tirar avanti; oltre alla diminuzione delle frequenze c’erano anche problemi di famiglia in quanto a Spinetta avevano lasciato i loro congiunti.
A Spinetta, uno di loro, un certo Piana, si prese anche delle bastonate e Carlino Zanin diceva che si era preso delle bastonate perché era ritenuto un ladro di anime.
Lavora chi va a messa

Vi erano dunque delle difficoltà, che oggi non possiamo neppure immaginare. Poiché non vi era ancora lo stato civile (l’anagrafe è del 1864), ma c’erano soltanto i registri parrocchiali, non si sapeva come fare per dichiarare la morte di un evangelico o di seppellirlo, in quanto bisognava andare dal prete per farlo.

Così pure per fare qualche domanda di lavoro bisognava presentare un attestato che comprovasse che andava a messa e faceva la comunione regolarmente; chi osava diventare evangelico a quei tempi ne vedeva di tutti i colori. Chi voleva presentare una domanda di lavoro, doveva corredarla con notizie riguardanti la sua partecipazione alla vita religiosa (se faceva, ad esempio, la comunione a Pasqua e così via) e quei poveretti, che osavano diventare evangelici ne vedevano, quindi, di tutti i colori.
Qualche tempo fa abbiamo ricordato Angelo Brofferio, deputato della sinistra subalpina, il quale si era preso l’incarico sia come parlamentare sia come avvocato, di difendere questi perseguitati.
Nel 1859 scoppia la seconda guerra di indipendenza ed uno di loro, Manenti, ritorna a Brescia (che era una delle zone più calde della rivolta) dove si trovava la sua famiglia e così Biella rimane priva di assistenza religiosa.
Un altro di loro, Lagomarsino, si trasferisce a Graglia, dove abitava un operaio muratore chiamato Timoteo Corlando, che conoscerà l’Evangelo a Torino e ritornerà nella stessa Graglia.
È un fatto curioso che gli evangelici del Biellese abbiano trovato due centri propulsori in due paesi abitati dai picapére: Graglia e Piedicavallo.
Corlando ritorna a Graglia e contribuisce alla nascita di una comunità evangelica che durerà fino alla seconda guerra mondiale. E da Graglia qualcuno si trasferisce a Piverone dove fonda la chiesa della Comunità dei Fratelli che esiste tuttora.
A Biella non rimase più nulla, salvo dei fratelli dispersi senza possibilità di praticare il culto domenicale. La documentazione non esiste perché le chiese dei Fratelli, per scelta, non tenevano alcun registro. Queste chiese, tra l’altro vivranno una scissione, in quanto la corrente più politicamente impegnata, che faceva a capo a Gavazzi, cappellano alla spedizione dei Mille, fonderà la Chiesa Libera.
Tale chiesa, a Biella, avrà tra i suoi primi frequentatori degli ex garibaldini, “I cacciatori delle Alpi”, che avevano partecipato alla seconda guerra del Risorgimento ed un ex ufficiale ne sarà il promotore.
Questi evangelici rimangono completamente soli, senza pastore. Ritroviamo, più avanti nel tempo, la presenza evangelica in quelle relazioni che venivano svolte per il comitato per l’evangelizzazione.
Nel 1871, iniziano le adunanze in Andorno, perché esistono due famiglie di sei membri adulti, che provengono dalla comunità valdese di Baio Dora, e che si erano trasferiti ad Andorno per lavorare nei cappellifici.

Il lungo cammino da Ivrea

Il Pastore Daniele Revel veniva a piedi da Ivrea per presiedere i culti ad Andorno e si pensa che qualcuno, anche dall’Alta Valle, sia venuto in contatto con queste famiglie.
Certamente il lavoro, che ha portato sia i picapére di Graglia sia quelli di Piedicavallo, ad andare in giro per il mondo a costruire e a tagliare la pietra, ha sicuramente contribuito a portare alla scoperta (e questo avverrà anche altrove nelle Alpi) di un diverso modo di essere cristiani in libertà senza gerarchia, con soltanto la Bibbia, il Vangelo come guida. Questo fatto, evidentemente, non poteva non colpire lo spirito di chi già aveva avuto delle diaspore, dei dissensi e discriminazioni, a casa sua.
In queste relazioni è interessante leggere che, nel 1873, ancora ad Andorno, si forma un piccolo nucleo ormai organizzato di evangelici, che si è aggregato a queste prime famiglie.
Il pastore Daniele Revel rileva, tra l’altro, con rammarico che “è un peccato il fatto che ci siano ad Andorno diversi tecnici e meccanici provenienti dall’Alsazia e da altri paesi protestanti, e non frequentino le adunanze, altrimenti potremo dare maggior corpo alla comunità”.
Nel 1874 molte persone si radunano in casa di un Fratello.
E nel 1875, il colportore Lorenzo Quara, arriva ad Andorno dopo aver visitato i circondari di Ivrea e Biella e avendo “qua e là - è scritto nella relazione - sopportato angherie e soprusi, sostenuto discussioni con preti e nemici dell’evangelo, ricevendo di tanto in tanto qualche incoraggiamento”.
Nel 1876 si riscontrano simpatie e presenze di evangelici di nuovo ad Andorno, poi a Pollone ed anche a Biella e a Candelo.
Nel 1887, a Pollone, si crea un piccolo gruppo di fedeli che si riunisce con quelli di Sordevolo, Cossila, Occhieppo, Candelo e Gaglianico. Viene poi segnalata anche Zubiena e sui registri di chiesa appaiono dei nomi come Bona ecc.

Piedicavallo e la scuola di don Perino

Per la prima volta Piedicavallo è citato nelle relazioni del 1888 e vi erano persone di Piedicavallo - si dice espressamente - che avevano partecipato alle riunioni di Andorno. Del già ricordato parroco don Perino è interessante rimarcare che è stato il fondatore del giornale “Il Biellese”.
In un paese minuscolo come era Piedicavallo, a quell’epoca, vi erano due periodici: “il Biellese”, appunto, bisettimanale cattolico (che si chiamerà più avanti “Biella cattolica” e poi tornerà a chiamarsi “il Biellese”) e il “Corriere Biellese” da non confondersi con il “Corriere Biellese” socialista.
Don Perino, che i nemici politici chiamavano don Peripicchio, era un sacerdote molto attivo dal punto di vista politico cattolico.
La scuola a quei tempi era di nomina comunale e lui era praticamente il maestro titolare. Questo fatto infastidiva la parte laica e si racconta, proprio nelle relazioni, che si erano creati due partiti.
Erano chiamati “partito nero” clericale e “partito rosso” (da non confondere con il rosso socialista in quanto non c’era nulla di marxismo allora).
Era un rosso con simpatie probabilmente mazziniane in quanto allora il riferimento era l’on. Guelpa. Quindi si era creato questo bipartitismo e le elezioni comunali vengono vinte dal partito rosso i cui aderenti dicono “basta con la scuola dei preti, vogliamo una scuola laica”.

La maestrina Elisa Goss

Avendo conosciuto il pastore Revel, chiedono che venga mandata qui un’insegnante dalle Valli valdesi, per costituire appunto una scuola laica. E fu così che arriva la maestra Elisa Goss, che poi sposerà il geometra Jon Scotta e da lì nascerà il nucleo evangelico di Piedicavallo.
Ricordiamo che il primo pastore sia a Biella sia a Piedicavallo era il nonno di Gustavo, e di Frida, (che ho conosciuto personalmente) e Roberto Malan.

1893. La prima pietra

E così nel 1893 prendono il via i lavori di costruzione del tempio e la comunità ufficialmente viene registrata a Torre Pellice. Il 26 febbraio 1890 si svolge la Santa Cena per la prima volta in Contrà Frëggia in Ca ‘d Bounafous e il pastore Malan, che era un giovane pastore, non ha la soddisfazione di vedere il tempio terminato perché muore giovane, a 35 anni, ed è sepolto nel cimitero protestante di Biella.
Il suo successore è il pastore Giovanni Daniele Maurin, che aveva sposato la scrittrice poetessa Frida Mader, d’origine tedesca, la quale lascia un libro di memorie molto prezioso.
Ci racconta, infatti, sulle vicende biellesi del tempo e, tra l’altro da lei siamo informati della scrittrice Maria Catella, di cui era amica intima e abbiamo potuto riscoprire questa scrittrice di romanzi di pregio che era stata completamente dimenticata.
Desidero ricordare ancora una volta che questo tempio fu voluto dai picapére, costruito da loro direttamente, nato all’interno della comunità ed espressione di un gusto, di un’arte tipica del luogo, con un carattere molto sobrio, con delle linee molto pulite, che si integravano perfettamente nel paesaggio.
Questo tempio diventa così oggi un presidio della civiltà alpina, della libertà della cultura e della libertà di parola.

venerdì 2 maggio 2008